Un mondo a tassi negativi era difficilmente ipotizzabile qualche anno fa, anzi la sola idea faceva quasi sorridere. Eppure è successo, e non è una particolare eccezione ma sta diventando sempre più la norma. Infatti, dalla seconda metà del 2014 qualcosa è cambiato nella testa dei banchieri Centrali.

Negli ultimi anni le Banche Centrali ci hanno abituato ad interventi di politica monetaria fuori dall’ordinario (il Quantitative easing della BCE) e fino alla prima metà del 2014 nessuna Banca Centrale si era spinta a portare i tassi d’interesse di riferimento o sui depositi sotto zero.

Eppure ad oggi il mondo è diverso.

Dalla seconda metà del 2014 ad oggi, il peso delle Banche Centrali che hanno portato i tassi sotto zero è salito drasticamente, fino a rappresentare il 15% del PIL mondiale.

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COSA SIGNIFICA

Semplice, che ci sono sempre più Paesi in cui le Banche sono costrette a “pagare“ per parcheggiare la liquidità presso gli istituti centrali, o sono incentivate a prendere a prestito del denaro.

Nell’ultima riunione del FMI si è evidenziato il fatto che le economie definite più avanzate si trovano davanti ad una tripla minaccia: bassa crescita, bassa inflazione ed un aumento del rapporto debito pubblico/Pil. Proprio per questo motivo, come sottolinea il FMI, i governi devono portare avanti le riforme strutturali e una politica fiscale accomodante.

Gli investitori ormai si sono fatti le ossa e stanno convinvedo con questo aspetto che non sembra affatto passeggero, anzi. La ricerca di un rendimento diventa sempre più difficile e complessa in un contesto del mercato fixed income dove, per le politiche particolarmente espansive di Europa e Giappone, i rendimenti di molti titoli obbligazionari risultano essere al di sotto dello zero. Se consideriamo il mese di marzo circa 7 mila miliardi di dollari di titoli governativi avevano un rendimento negativo, ovvero il 27% dell’indice JP Morgan Global Government Bond Index (Fonte Blackrock Investment Institute).

Ecco quindi che siamo davanti ad un bivio sempre difficile per un investitore: accettare un rendimento basso oppure assumersi qualche rischio in più.

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