Terminato il primo trimestre, ecco arrivare la riunione del Fondo Monetario Internazionale per fare un po’ il punto della situazione sull’economia globale e per confermare (o rivedere) le stime fatte ad inizio anno per questo 2016. Il titolo dell’outlook di aprile è ‘Too slow for too long’ (ovvero “troppo lento per troppo tempo”) e non lascia presagire dati particolarmente positivi ed incoraggianti. In effetti il FMI taglia le stime e intravede ora una crescita globale che dovrebbe assestarsi intorno al 3,2% per il 2016, in calo dal 3,4% stimato a gennaio, e al 3,5% per il 2017, contro il 3,6% previsto a gennaio (fonte FMI¹).

grafico_le_previsioni_di_crescita_globale

Questo periodo di lenta crescita protratto nel tempo ha reso l’economia globale particolarmente esposta a shock negativi con il pericolo di una possibile stagnazione dietro l’angolo, ha affermato Maurice Obstfeld, capo economista del FMI. Secondo Obstfeld la crescita è stata troppo lenta e questo inevitabilmente pesa non solo sulla produzione, che si riduce, ma anche sui consumi e sugli investimenti. Insomma, diventa un circolo vizioso. Ecco perché i governi devono agire insieme, muovendosi su due fronti: stimolare la crescita da un lato ed essere pronti con un piano di emergenza dall’altro, in caso di ulteriore peggioramento della situazione complessiva.

Tra i rischi del 2016 citati dall’Outlook del FMI compare anche l’ormai famoso Brexit. Il referendum indetto nel Regno Unito per il prossimo 23 giugno contribuisce ad aumentare l’incertezza per gli investitori e, secondo il FMI, potrebbe avere ripercussioni negative non solo a livello europeo ma anche a livello globale, andando a riscrivere i rapporti commerciali tra diversi Paesi.

Un altro rischio è rappresentato dall’aumento dell’indebitamento: i deficit fiscali sono infatti visti in rialzo addirittura a livelli superiori rispetto allo scoppio della crisi finanziaria globale, soprattutto per i Paesi Emergenti segnati dal calo del prezzo del petrolio e dall’incremento delle tensioni geopolitiche. Praticamente tutte le previsioni di crescita dei singoli Paesi sono state riviste al ribasso, ad eccezione della Cina che ha avuto un aumento dello 0,2% rispetto alla stima precedente. Il Paese della Grande Muraglia, infatti, dovrebbe crescere quest’anno del 6,5% mentre l’anno prossimo la crescita si dovrebbe limitare al 6,2%. La revisione al rialzo è stata determinata da una domanda interna resistente e soprattutto da una crescita del settore terziario che è stato capace di compensare la debolezza del manifatturiero.

E il nostro Belpaese? Stando al FMI dovremo accontentarci di una crescita dell’1% per il 2016 e del l’1,1% per il 2017, inferiore alle stime del Governo. Vedremo chi avrà ragione.

¹World Economic Outlook: Too Slow For Too Long Table 1.1 Overview of the World Economic Outlook Projections

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