Sono stati pubblicati i verbali delle minute della Fed che si è tenuto lo scorso 26 e 27 aprile e quello che emerge è la volontà, da parte di alcuni funzionari della Fed, di aumentare il costo del denaro già nella prossima riunione di giugno se l’economia interna non darà segnali di cedimento e se la congiuntura internazionale non peggiorerà.

L’economia statunitense, nel primo trimestre dell’anno, è cresciuta ‘solo’ ad un tasso annuo dello 0,5%, dato che ha deluso un po’ le aspettative, tuttavia ad aprile le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1,3%, rispetto al mese di marzo, mettendo a segno il miglior risultato da marzo 2015 e questo potrebbe far ben sperare in una ripresa dei consumi e quindi anche dell’intera economia.

Nei verbali del minute la parola ‘giugno’ è stata usata per ben sei volte e questo, unito al fatto che diversi presidenti regionali della Fed si sono espressi a favore di un incremento dei tassi, ha aumentato le probabilità di un aumento dei tassi che, analizzando i contratti Futures sui Fed Fund, è salita rapidamente dal 4,0% al 32% creando il terreno fertile anche per un rafforzamento della valuta americana.

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Janet Yellen apparirà pubblicamente il prossimo 27 maggio all’Università di Harvard ed il 6 giugno al World Affairs Council di Philadelphia, tre giorni dopo la pubblicazione del rapporto sullo stato di salute del mercato del lavoro USA, prima di rivederla al meeting del FOMC il 14-15 giugno e sarà molto interessante vedere se si sbilancerà oppure rimarrà impassibile nelle sue affermazioni senza dare nessun tipo di anticipazione.

Scorrendo i verbali della minute la maggior parte dei funzionari della Fed ha espresso il parere che sarebbe opportuno alzare i tassi già nella prossima riunione di giugno dal momento che i dati sull’attività economica sono robusti, i salari stanno crescendo ad un ritmo accettabile (+2,5% ad aprile) e l’inflazione dei beni di consumo sembra risalire verso l’obiettivo del 2% stabilito dalla stessa Fed. Tra gli operatori, prevale l’opinione che la Fed stia testando il mercato e che alla fine deciderà di non aumentare i tassi o almeno che si limiterà a farlo dopo il referendum sul Brexit.

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