Sarà una manovra snella, utile per l’economia e senza nuove tasse o aumenti dell’Iva

Con queste parole il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha presentato la manovra finanziaria del 2018. Una manovra che si allinea con quanto dichiarato nel DEF, il Documento di Economia e Finanza presentato nei mesi scorsi, cercando quindi di rafforzare la crescita, migliorare l’occupazione e aumentare gli investimenti, il tutto rispettando i vincoli di finanza pubblica imposti dai trattati europei.

Complessivamente la manovra comporta una spesa pari a 20,4 miliardi di euro, dei quali 9,5 miliardi sono ricavati da una migliore gestione delle spesa pubblica e da una più efficiente lotta all’evasione fiscale; mentre i restanti 10,9 miliardi di spesa invece derivano da un’espansione del bilancio, resa possibile grazie al miglioramento dei conti pubblici del nostro Paese per l’anno in corso.

I punti chiave della manovra

  • Nessun aumento dell’Iva. L’intervento più significativo riguarda il blocco all’aumento delle aliquote dell’Iva (ferma al 22%) e delle altre accise. Un’operazione che “costa” 15,7 miliardi,sui 20,4 complessivamente stanziati.
  • Incentivi alle assunzioni. Con l’obiettivo di dare un’accelerazione alla ripresa del mercato del lavoro, soprattutto sul segmento più “giovane”, la manovra prevede un’importante sgravio fiscale per i contratti a tempo indeterminato: l’esonero dal versamento dei contributi può arrivare al 50% per le assunzioni fino ai 34 anni, e salire fino al 100% per le regioni meridionali.
  • Incentivi per le imprese,  “bonus verde” e lotta alla povertà. Confermati gli ammortamenti agevolati per le imprese che intendono rinnovare il proprio impianto tecnologico, mentre è stato introdotto un credito d’imposta del 50% per le spese destinate alla formazione “digitale” del personale. Inoltre sono stati stanziati 2,9 miliardi (per il triennio 2018-2020) destinati al rafforzamento del reddito di inclusione, utili per consolidare la lotta alla povertà. Infine nella manovra è presente anche un incentivo più “green”: sono previste infatti detrazioni fino al 36% per la cura di parchi e giardini privati.

Una serie di importanti misure che, come confermato anche dalla parole del Ministro dell’Economia Padoan, “consentano una crescita robusta e inclusiva, incentrata sulle fasce più bisognose e sulle aree meno avanzate del Paese, che porti così più crescita e un consolidamento della finanza pubblica”.

Cresce l’economia e cresce la fiducia sui mercati verso il nostro Paese

A supportare le parole del Ministro, troviamo anche i dati rilasciati nell’ultimo bollettino della Banca d’Italia, che descrive proprio un’Italia che cresce: PIL atteso per fine anno in rialzo dell’1,4% su base annua (il Governo ha previsto una crescita all’1,5%) alimentato dalla positiva dinamica dei consumi privati e degli investimenti delle imprese. Migliora anche il clima di fiducia per le imprese e per le famiglie, tornato sui livelli di inizio 2016, su cui è segnalata in ripresa anche l’attività creditizia da parte delle istituzioni finanziarie.

Un’economia complessivamente sulla strada del miglioramento si riflette anche sui mercati finanziari, alimentando la fiducia degli investitori verso il nostro Paese. Anche grazie all’azione della BCE, lo spread tra il nostro Titolo di Stato decennale, il BTP, e il corrispettivo tedesco, il Bund, è pressoché stabile rispetto ai valori di un anno fa, a quota 155 punti. Aspetto che permette all’Italia di pagare una minore quota di interessi sul debito, sfruttando così questo “risparmio” proprio con il fine di alimentare il circolo virtuoso della crescita.

Un diffuso ottimismo aleggia anche sul mercato azionario del nostro Paese: l’indice principale, il Ftse Mib, da inizio anno prosegue saldamente la sua fase di rialzo e, ad oggi, risulta la miglior piazza finanziaria tra i principali Paesi Sviluppati. Una crescita dovuta in larga parte alla ripresa del settore bancario, le cui società dominano l’indice, ma anche alimentata dalla spinta dei PIR, i Piani Individuali di Risparmio,nati proprio con l’obiettivo di convogliare parte dell’inutilizzato risparmio degli italiani verso le piccole e medie imprese del tessuto industriale del nostro Paese. Si tratta di uno strumento che ad oggi ha riscosso un positivo successo sul nostro mercato, grazie ai benefici fiscali presenti, che ha infatti raccolto tra i risparmiatori italiani circa 5,3 miliardi di euro, un risultato di molto superiore alle inziali stime del Governo.

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