Prima riunione dell’anno della Fed. Dopo l’ultima riunione di dicembre, durante la quale era stato deciso un aumento dei tassi di interesse, non c’erano particolari attese da parte degli investitori e degli operatori di mercato. E così è stato, nessuna novità e i tassi di riferimento continuano a rimanere compresi tra lo 0,5% e lo 0,75%. Arrivano comunque delle buone notizie, soprattutto sul fronte della fiducia dei consumatori e delle imprese: in entrambi i casi si nota un deciso miglioramento.

Secondo il Federal Open Market Committee (FOMC) durante il 2017 dovremmo assistere ad una moderata crescita economica, ad un ulteriore rafforzamento del mercato del lavoro e ad un ritorno dell’inflazione vicino al valore target stabilito dalla stessa Fed e pari al 2%.
Gli investitori che si aspettavano una chiara indicazione sul percorso che seguiranno i tassi quest’anno sono rimasti decisamente delusi, ma si sa, la Fed è famosa anche per questo.

Se nella riunione di dicembre 2016 si intravedeva la possibilità di addirittura tre rialzi dei tassi nel corso del 2017, la nuova amministrazione presidenziale ha sparigliato le carte creando un po’ di confusione sui mercati. C’è incertezza su come le promesse di Trump fatte in campagna elettorale potrebbero stimolare la crescita economica e l’inflazione.

Se una cosa è certa è che il percorso di rialzo dei tassi sarà graduale, come confermato dal FOMC. La decisione di non effettuare modifiche alla politica monetaria è stata unanime e secondo gli investitori c’è il 38% che il primo rialzo dei tassi, in programma nel 2017, avverrà nella riunione di marzo. (fonte Bloomberg)

MIGLIORA LA FIDUCIA E IL MERCATO DEL LAVORO

La Banca Centrale USA sottolinea che la vittoria di Donald Trump alla Casa Bianca abbia fatto bene alla fiducia dei consumatori e delle imprese; il dato mostra significativi aumenti anche se questa opinione non risulta molto condivisa all'interno dello stesso organismo centrale. È indubbio che questa elezione abbia spaccato in due le opinioni, non solo della Banca Centrale, ma dell’intero Paese.

Buone notizie dal mercato del lavoro, che dal mese di giugno vede in media una creazione di 200 mila posti di lavoro al mese. Il tasso di disoccupazione, nel mese di dicembre, si attesta al 4,7% molto vicino se non addirittura più basso del tasso di piena occupazione.
Per quanto riguarda l’inflazione, il dato continua a restare al di sotto del valore target del 2% ma si sta avvicinando sempre di più. Se consideriamo la misura che viene presa come riferimento dalla Fed, ovvero l’inflazione, al netto delle componenti più volatili come gli alimentari e l’energia, si attesta all’1,7% nel 2016. 

E i mercati come hanno reagito?

La notizia di non aver fretta nell'aumentare i tassi ha avuto un effetto immediato sul mercato valutario, con il dollaro che è sceso ai valori minimi delle ultime 11 settimane. Il Dollar Index, indice che mette a confronto il dollaro con un paniere di valute, è sceso ai minimi dei primi di novembre.

 

AdviseOnly