Sono state riviste al ribasso le stime di crescita della zona euro per il primo trimestre del 2016. Secondo gli ultimi dati la crescita nei primi tre mesi dell’anno scende a +0,5% rispetto al +0,6% originariamente stimato.

Germania

Contrariamente all’area euro, in Germania c’è stata una revisione al rialzo del Pil. Stando al Federal Statistical Office il prodotto interno lordo della Germania è cresciuto dello 0,7% - tasso trimestrale nei primi tre mesi del 2016 – raddoppiando il tasso di crescita registrato nell’ultimo trimestre del 2015 (+0,3%) – e questo è il tasso di crescita più alto realizzato negli ultimi due anni.

Secondo il Federal Statistical Office i contributi positivi arrivano senza dubbio dall’incremento della domanda interna alimentato da un tasso di disoccupazione al minimo storico. La spesa per i consumi finali delle famiglie e dell’amministrazione pubblica è aumentata all’inizio dell’anno ed il clima, più mite del solito, ha favorito gli investimenti nel settore delle costruzioni, con un incremento delle spese per macchinari e attrezzature varie.

Guardando la bilancia commerciale, invece, lo sviluppo del commercio estero ha subito una frenata con una crescita più decisa delle importazioni rispetto alle esportazioni.

Italia

Nel nostro Bel Paese la crescita nei primi tre mesi dell’anno è stata inferiore alla media dell’area euro e si attesta allo 0,3%; il dato, in linea con le attese degli analisti, è in lieve rialzo rispetto al quarto trimestre del 2015 dove la crescita era stata dello 0,2% (fonte Istat). L’Istat nel suo comunicato sottolinea come questo risultato sia da attribuirsi all’aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi a differenza dell’agricoltura che soffre; se consideriamo la domanda, aumenta quella interna e registra una variazione negativa quella estera. Per il nostro Istituto nazionale di statistica, l’economia italiana presenta dei segnali positivi dovuti al miglioramento della produzione industriale, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie.

Intanto il nostro debito pubblico, nel mese di marzo, ha toccato il valore record di 2,228 mila miliardi di euro ed il nostro rapporto debito/pil è il più alto della zona euro dopo quello della Grecia (fonte Blooomberg). L’agenzia di rating Standard&Poor’s ha confermato il nostro rating a BBB- con outlook stabile, sarà possibile un miglioramento del giudizio solo grazie a concrete riforme a sostegno della crescita e ad un programma di riduzione del debito pubblico. Per l’Istat, nel 2016 il PIL italiano dovrebbe crescere del +1,1%, in crescita rispetto al 2015 (+0,8%), in linea rispetto alle previsioni del Governo (+1,2%) ma meglio delle stime degli analisti delle banche d’affari (+1,0%, fonte Bloomberg).

Rivisti i dati sul Pil del primo trimestre: la Germania sorprende

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