Il tempo passa in fretta e tra meno di un mese i cittadini del Regno Unito saranno chiamati alle urne per decidere se rimanere oppure no all’interno dell’Unione Europea. Questa decisione non è di certo secondaria in quanto potrebbe avere degli impatti non solo sui mercati inglesi ma su tutti i mercati finanziari globali.

Il referendum, previsto per il 23 giugno prossimo, è molto semplice: votando ‘Sì’ i cittadini britannici scelgono di rimanere all’interno dell’Unione Europea mentre votando ‘No’ scelgono quella che prende il nome di Brexit (Britain + Exit) e quindi di abbandonare la UE. Non sono previsti quorum minimi.

Cosa succede se vince il SI

In questo scenario non succederebbe nulla di particolare, il Regno Unito continuerebbe a far parte dell’UE. La Borsa inglese ma in generale anche quelle europee, che hanno vissuto questo periodo pre-referendum un po’ in guardia su tutti i possibili rischi della eventuale (e temuta) Brexit, potrebbero ricevere un impulso positivo; anche la sterlina dovrebbe riprendere forza non solo nei confronti dell’euro, ma anche delle altre valute.

Cosa succede se vince il NO

Con la Brexit verrebbero a decadere tutti gli accordi attualmente in piedi con la UE ed inizierebbe un periodo, di durata ed esito incerto, per definire e tracciare i nuovi accordi economici. Il Tesoro inglese ha stimato che un’uscita dalla UE potrebbe costare il 6,2% del prodotto interno lordo e portare il Regno Unito alla recessione nel breve termine. Secondo lo stesso Tesoro nel lungo termine il Regno Unito diventerebbe meno aperto alle altre economie, meno produttivo e di conseguenza più povero. Ma questi effetti si inizierebbero a sentire immediatamente, attraverso una riduzione degli investimenti da parte delle aziende ed un taglio dei posti di lavoro come risposta ad una riduzione della domanda estera. Basti pensare che la City potrebbe perdere il ruolo di primaria piazza finanziaria europea, a favore di altre città europee.

Inoltre, le ripercussioni potrebbero essere pesantissime anche sul fronte immobiliare che negli ultimi tempi si trova già in difficoltà (-28% le vendite di immobili commerciali britannici nel primo trimestre 2016). Sul mercato valutario la sterlina potrebbe accusare un duro colpo e perdere terreno, per i minori investimenti stranieri nel Regno Unito. I mercati azionari potrebbero reagire con un incremento della volatilità, anche se è presto per dire quale potrebbe essere la portata di questo aumento.

L’eventualità della Brexit non riguarda solo il mercato inglese; i vari ministri delle finanze, il presidente Obama ed i banchieri del G7 hanno evidenziato che la Brexit è uno dei possibili rischi e sono concordi con quanto affermato dal FMI, ovvero la Brexit potrebbe causare uno shock finanziario ed economico di portata globale.

a_un_mese_dal_referendum_sulla_brexit

AdviseOnly