A gennaio 2015 la BCE ha preso tre importanti decisioni.

  • Ha lanciato di un piano di acquisto di titoli finanziari ( Quantitative Easing, detto anche QE): si tratta di obbligazioni denominate in euro, emesse da istituzioni e governi europei.
  • Ha effettuato un taglio dei tassi d’interesse applicati sulle operazioni di rifinanziamento dell’economia (TLTRO).
  • Ha definito un tasso d’interesse di riferimento invariato al minimo storico dello 0,05%.

Il valore complessivo del piano di acquisto della BCE è significativo, pari ad almeno €1.100 miliardi (€60 miliardi al mese, e durerà fino alla fine di settembre 2016).

Quali sono gli obiettivi del QE?

Il QE serve a:

  • spingere gli investitori a comprare asset più rischiosi (ad esempio azioni e obbligazioni societarie) mantenendo bassi i tassi d’interesse;
  • far vendere alle banche gli attivi meno liquidi (ad esempio i crediti in sofferenza), così da migliorare la qualità dei loro bilanci, comprando ABS; questo in linea di principio crea spazio per nuovi crediti a imprese e famiglie, cosa che a sua volta dovrebbe indurre effetti positivi sull’economia;
  • alzare le aspettative d’inflazione  e quindi stimolare la crescita economica.

Queste tre misure dovrebbero stimolare il credito a imprese e famiglie, rilanciando quindi gli investimenti e i consumi. O almeno così spera la BCE.

Il QE in 4 punti

  1. 60 miliardi: è la quantità di obbligazioni che la Bce si è impegnata a comprare ogni mese. Le obbligazioni sono di varia natura: titoli di Stato, corporate bond, ABS, covered bond.
  2. Non esiste un limite di tempo: gli acquisti mensili sono iniziati a marzo 2015 e proseguiranno fino a settembre 2016; in caso di necessità potranno continuare anche oltre questa data.
  3. I rischi sono parzialmente condivisi: la condivisione dei rischi riguarderà solamente il 20% delle obbligazioni acquistate. Ciò significa che in caso di default, per circa l’80% degli attivi acquistati, il rischio ricadrà sulle banche centrali nazionali e quindi sui singoli Paesi.
  4. Gli acquisti sono soggetti a limiti qualitativi e quantitativi: la BCE non potrà acquistare più di un terzo del debito totale di un Paese della zona euro e più di un quarto di una singola emissione.

Il grafico mostra l’impatto del QE sul bilancio della Bce. 

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Il QE soddisfa i mercati?

Mario Draghi, governatore della BCE, ha mantenuto le proprie promesse per quanto riguarda l’ampliamento del bilancio della BCE, ovvero oltre i 1.000 miliardi di euro annunciati. Inoltre, il programma di acquisto di titoli è stato superiore alla media delle attese (anche se l’ammontare complessivo, pur significativo, non si può considerare sconvolgente). Il fatto che la BCE si sia mossa in linea o lievemente meglio delle attese degli operatori, ha nel complesso provocato una reazione positiva dei mercati. Infatti, nonostante gravi momenti di tensione sui mercati (legati ad esempio alla trattativa tra la Grecia e i suoi creditori, o al crash di Borsa in Cina), i rendimenti dei titoli governativi dell’eurozona sono rimasti su livelli mediamente contenuti.

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