La Banca Centrale Europea ha delineato nel documento semestrale sulla stabilità finanziaria che prende il nome di Financial Stability Review, quali sono i quattro principali fattori di rischio sistemico che aleggiano sull'area euro per i prossimi due anni. Vediamoli insieme.

PERCHÉ È IMPORTANTE

Il Financial Stability Review della Banca Centrale Europea è un appuntamento che cade ogni sei mesi. L’obiettivo è quello di tracciare una panoramica sulle principali fonti di rischio e di vulnerabilità per la stabilità finanziaria nella zona euro. E’ importante non solo per capire le attuali condizioni di salute della zona euro ma anche per capire quali sono le fragilità che la caratterizzano.

1.  CORREZIONE DEI TITOLI FINANZIARI

Il primo rischio è rappresentato dall’incertezza politica delle economie avanzate che unita alla fragilità dei mercati emergenti potrebbe causare una brusca correzione su scala globale dei titoli finanziari. La maggior parte degli asset finanziari, nel corso del 2016, ha mostrato un trend di crescita dei prezzi, interrotto solo temporaneamente da momenti di turbolenza dei mercati finanziari. I rendimenti obbligazionari globali sono rimasti molto bassi negli ultimi sei mesi grazie alle politiche monetarie particolarmente espansive e questo ha portato gli investitori ad assumersi maggiori rischi nei propri portafogli. Secondo il rapporto della BCE i prezzi in alcuni mercati azionari stanno mostrando valutazioni abbastanza tirate (ovvero con rapporti prezzi / fondamentali superiori alla media storica) e l’incremento dell’incertezza politica ha portato ad un aumento della volatilità dei prezzi.

Perché si parla di incertezza politica? Semplice, guardiamo un po’ l’agenda politica della zona euro:

  • il prossimo 4 dicembre ci sarà il referendum in Italia e le elezioni Presidenziali in Austria;
  • il 15 marzo 2017 si terranno le elezioni in Olanda;
  • il 23 aprile 2017 si terranno le elezioni Presidenziali in Francia seguite dalle elezioni generali nel mese di giugno;
  • da agosto ad ottobre 2017ci saranno le elezioni generali in Germania.

Insomma, l’agenda è decisamente fitta ed il diffondersi del ‘populismo’ preoccupa la BCE perché potrebbe ostacolare le varie riforme necessarie per il rilancio dell’economia europea con degli immediati riflessi anche sui mercati finanziari che potrebbero essere interessati da momenti di correzione dei prezzi.

2.  BASSA CRESCITA E BASSA REDDITIVITA’

Il secondo rischio sistemico che la zona euro potrebbe trovarsi ad affrontare è la possibilità di una spirale negativa che si potrebbe creare in un contesto di bassa crescita economica nominale e bassa redditività delle banche europee, dato che queste ultime si trovano a dover gestire un elevato livello di non performing loans, che non generano nessun ricavo per la banca ma, al contrario, consumano capitale. Negli ultimi anni, la redditività del sistema bancario europeo è stata messa a dura prova dal contesto di crescita debole e dai bassi tassi di interesse. Nei prossimi anni le banche, continua il report della BCE, avranno la necessità di adattare il proprio modello di business all’attuale contesto per risollevare la redditività, accelerando la migrazione delle attività dall’investment banking verso un business di dimensione più retail.

3.  SOSTENIBILITA’ DEL DEBITO

Il terzo rischio è legato al riaccendersi dei timori sulla sostenibilità del debito sia pubblico che privato in un contesto di bassa crescita nominale qualora l’incertezza politica non porti a riforme strutturali a livello nazionale e a livello europeo. La ripresa economica della area euro è ancora debole e molto irregolare e l’indebitamento sovrano in alcuni Paesi è decisamente elevato, ma le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito non riguarda solamente i conti pubblici ma anche quelli del settore privato non finanziario, ovvero le imprese. Il livello di indebitamento delle società non finanziarie continua a rimanere decisamente elevato sia in riferimento agli standard storici che a quelli internazionali.

4.  RICERCA OSSESSIVA DI RENDIMENTO

L’ultimo rischio sistemico identificato dalla Banca Centrale Europea per i prossimi due anni è legato allo stress potenziale che potrebbe subire il finanziamento degli investimenti con possibili rischi di liquidità e ricadute anche nel sistema finanziario inteso nel complesso. Gli investitori istituzionali trovano sempre più difficoltà ad investire nel debito pubblico e proprio per questo motivo hanno cominciato a cercare rendimenti più elevati su scadenza più lunghe e con un maggiore rischio credito. La ricerca di un rendimento ha spinto gli investitori istituzionali a ricercare anche strumenti illiquidi, più rischiosi ma che offrono un maggior rendimento. Il timore della BCE è di un effetto domino qualora ci siano degli shock di mercato.

Sul sito della BCE è possibile consultare il documento integrale! 

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