La Grecia torna a far parlare di sè. Ma questa volta le notizie sono positive (almeno per il momento). Le trattative sono durate un mese ma alla fine l'Eurogruppo, dopo più di 11 ore ininterrotte di negoziati, ha ratificato l'accordo e sbloccato la tranche da 10,3 miliardi facente parte del programma di aiuti da €86 miliardi per risolvere i seri problemi di cassa del Paese.

Insieme allo sblocco dei fondi è arrivata anche l'intesa, voluta dal FMI per partecipare al terzo piano di assistenza della Grecia, sulla forme di alleggerimento del peso del debito pubblico (debt relief). Secondo le stime aggiornate del Fondo Monetario Internazionale il debito pubblico greco è in corsa per raggiungere il 174% del prodotto interno lordo entro il 2020 e scendere al 167% entro il 2022; ed è proprio per questo motivo che, secondo lo stesso, è importante ristrutturare il debito al fine di rendere solide le finanze dello Stato greco.

Nelle prime battute della trattativa, il FMI aveva richiesto l'allungamento delle scadenze di alcuni prestititi di almeno 30 anni, l'estesione del periodo di grazia sulla dilazioni di pagamento di almeno 20 anni e tassi di interesse fissi all'1,5% o anche più bassi. L'Eurogruppo aveva, dal lato suo, suggerito il prolungamento di 5 anni della durata media di prestiti, ancorando i rimborsi all'1% del PIL fino al 2050 e tassi di interesse con un tetto massimo al 2%.

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Cosa prevede il pacchetto di fondi e quali sono le condizioni?

L’accordo siglato dall’Eurogruppo prevede lo sblocco di un ammontare di fondi pari a €10,3 miliardi, con una prima tranche da €7,5 miliardi in versamento a giugno e la seconda da €2,8 miliardi programmata a fine estate. Queste somme di denaro sono necessarie alla Grecia per far fronte ai rimborsi delle prossime scadenze obbligazionarie, scongiurando così un’ulteriore crisi di liquidità. Tra le condizioni previste nell’accordo è stato inserito anche il debt relief, ma questo avverrà solo a partire dal 2018, in modo che i bisogni finanziari lordi della Grecia siano più bassi del 15% del proprio prodotto interno lordo nel medio termine, percentuale che aumenta al 20% se invece si considera il lungo termine (oltre il 2024).

Ovviamente l’alleggerimento non sarà automatico, la Grecia dovrà raggiungere e mantenere un avanzo di bilancio del 3,5% entro il 2018.

L’approvazione dell’accordo, da parte dell’Eurogruppo, ha spinto al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato ellenici; il rendimento del decennale è sceso al di sotto del 7% per la prima volta dallo scorso novembre (fonte Bloomberg).

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