L’esito sul referendum è stato una doccia fredda per il fronte degli europeisti. Dopo più di quarant’anni il Regno Unito lascia l’Unione Europea. Il referendum, che ha avuto un’alta affluenza al 72,2%, vede la Brexit vincere con il 51,9% sul Bremain fermo al 48,1%. La vittoria della Brexit potrebbe portare anche altri Stati della UE a chiedere un referendum per uscire dall’Unione Europea.

Secondo un sondaggio effettuato da YouGov sono state le fasce di età più alta a spuntarla e a decidere per la Brexit. La voglia di restare e continuare a far parte della UE era del 72% nella fascia di età 18-24, percentuale che scende al 48% nella fascia 25-49, al 38% nella fascia 50-64 e tocca il minimo del 34% per gli over 65.

Le Banche Centrali sono già pronte, come dichiarato da Mario Draghi nell’ultima conferenza, a fare tutto il necessario per scongiurare un effetto domino sui mercati simile a quello che si è verificato post default Lehman nell’ormai lontano 2008.

Bank of England ha affermato, in mattinata, che si prepara a mettere a disposizione dei mercati fondi aggiuntivi che possono ammontare fino a 250 miliardi di sterline per poter resistere a questo periodo di incertezza e di assestamento.

La reazione dei mercati

Nel mercato delle valute la sterlina è in caduta libera. Nei confronti del dollaro scende a 1,3229$, il valore più basso dal 1985, mentre nei confronti dell’euro a 1,2035€. Anche la nostra moneta si indebolisce nei confronti del dollaro, scivolando sotto quota 1,10, e a 109,71 nei confronti dello yen che solitamente viene considerata come valuta rifugio.

Sui mercati azionari raffica di vendite. Il Nikkei ha chiuso a -7,92%, attestandosi a 14.952,02 punti, mentre il Topix ha lasciato sul terreno il 7,26% a 1.204,48 punti. Profondo rosso anche per l’indice Msci Asia Pacifico, che arretra del 4,5%. La stessa sorte spetta ai mercati azionari europei. L’Eurostoxx 50 segna -8.38%, Parigi -8,08%, Francoforte -6,49%, Madrid -11% e la maglia nera tocca al nostro indice; Piazza Affari perde l’11,08%. (fonte Bloomberg alle 10:14). Si prospetta un’apertura negativa anche per Wall Street con il futures a -5,1%, il maggior movimento al ribasso consentito dal mercato (fonte Bloomberg).

Sui mercati obbligazionari, il tasso del Btp decennale sale a 1,53%, sui massimi da febbraio, da 1,32% del finale di seduta di ieri e lo spread tra Btp e Bund 10 anni si avvicina ai 180 punti base. Il rendimento del decennale americano scende invece a 1,46% mettendo a segno il più grande ribasso giornaliero dal 2009.

Naturalmente l’asset class che beneficia di tutta questa incertezza è l’oro, considerato da tutti come il bene rifugio per eccellenza, che guadagna l’8,1% e scambia a 1358,54 $/oncia.

Il referendum sulla Brexit era di carattere consultivo, ora la palla spetta al Parlamento per la decisione definitiva. Vedremo quali saranno le future mosse, non solo dei politici inglesi, ma anche delle Banche Centrali nel sostenere i mercati finanziari in questo periodo di forte incertezza e volatilità. Inevitabilmente si allontana il rialzo dei tassi da parte della Fed nella prossima riunione di luglio.

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