L’attenzione di tutto il mondo, finanziario e non, è concentrata sulle mosse di Donald Trump e sui possibili effetti che queste potrebbero avere non solo sull’economia a Stelle e strisce ma anche su quella globale. Intanto, l’economia della zona euro piano piano sta crescendo.

In questo nuovo anno ancora caratterizzato dalla forte incertezza politica, la zona euro è partita con il piede giusto grazie a dati positivi sulla crescita dell’economia, sul mercato del lavoro e sulla fiducia delle imprese.

Nonostante le preoccupazioni sul sistema bancario italiano e sulla crisi finanziaria greca, il 2016 ha visto l’area euro avanzare dell’1,7% rispetto al precedente anno e il dato è decisamente positivo se si pensa che gli USA sono cresciuti dell’1,6%. Buone notizie anche dal mercato del lavoro: nel mese di dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,6%, in calo di quasi un punto percentuale rispetto a dicembre 2015, attestandosi al livello più basso dal mese di maggio 2009 (fonte Bloomberg). Anche le imprese sembrano "stare meglio" e questo lo si può vedere dall’indice PMI. Vediamo perché.

L’indice PMI

L’indice PMI, dall’inglese "Purchasing Managers Index", è l’indice dei direttori agli acquisti e viene raccolto ed elaborato in Europa dalla società MarkIt. L’indice è costruito attraverso una serie interviste ai responsabili degli acquisti di un campione di aziende, sia del settore manifatturiero che di quello dei servizi. Perché questo indice è importante? Semplice, dal momento che le domande riguardano un ampio spettro di argomenti, che spaziano dal numero di dipendenti all’andamento della produzione, dai nuovi ordinativi effettuati ai prezzi, è possibile capire come stanno andando le imprese della zona euro, il vero e proprio motore dell’economia. L’indice è attendibile perché sono le stesse aziende a fornire le risposte per la sua elaborazione.

La zona euro cresce

A gennaio l’indice PMI della zona euro si è attestato a 54,4 punti, in linea con il valore registrato nel mese di dicembre e lievemente superiore ai dati preliminari di qualche settimana prima. Il dato è decisamente positivo, non solo perché il dato composito è superiore al valore di 50, considerato come spartiacque tra un’economia in espansione ed una in contrazione, ma anche perché se consideriamo il dato del manifatturiero è il livello più alto in sei anni. Secondo il report di MarkIt le "big four" della zona euro (Germania, Spagna, Francia e Italia) hanno registrato una crescita solida.

Questo dato è superiore alla media del quarto trimestre del 2016 (53,9) e potrebbe indicare  che l’economia della zona euro nel primo trimestre dell’anno potrebbe crescere di più rispetto al periodo ottobre-dicembre del 2016 (+0,5% trimestre/trimestre. Dati fonte Bloomberg).

 

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