Il prossimo 20 settembre 2015 la Grecia sarà nuovamente chiamata a votare.

Si tratta delle terze elezioni in nove mesi nel paese ellenico. A gennaio si erano svolte le elezioni politiche che hanno visto vincente il leader di Syriza Alexis Tsipras. A luglio, lo ricorderete, è stato indetto un referendum in cui i greci sono stati chiamati ad esprimere il proprio parere sull’accettazionedi un primo accordo con i creditori internazionali. In seguito al “no” degli elettori e alle negoziazioni successive alla boccature, il 20 agosto Tsipras ha annunciato le dimissioni in diretta TV.

E ora il momento fatidico è arrivato.

Sulla base degli ultimi exit poll, sia Syriza che Nuova Democrazia sono lontane dalla possibilità di ottenere una maggioranza consolidata in Parlamento. Questo costringerebbe il possibile vincitore a cercaredi costruire delle coalizioni con altri partiti, cosa che Tsipras ha definito “innaturale”. Infatti, se creare un accordo tra partiti diversi è già difficile in sé, effettuarlo in un contesto politico, sociale ed economico pesantissimo, con l’obiettivo di attuare quanto stabilito nel memorandum di agosto, è un’impresa molto ardua. Gli indecisi sono, stando alle stime, circa il 15% degli elettori. Questi saranno, inevitabilmente, l’ago della bilancia.

È interessante osservare come i mercati finanziarisi preparino alle elezioni greche. Un importante indice in questo senso sono le quotazioni dei CDS sulla Grecia, che riflettono il rischio di default attribuito al Paese. Ebbene, nelle ultime due settimane l’andamento del CDS a 5 anni sulla Grecia si è stabilizzato, con valori che oscillano tra i 1.450 ed i 1.500 punti. Si tratta di valori elevati, ma ben lontani dal massimo raggiunto nel mese di agosto (8.532 punti), subito dopo l’esito negativo del referendum di luglio sull’accordo coi  creditori. 

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Sebbene l’esito ufficiale delle elezioni sarà noto già qualche ora dopo la chiusura dei seggi, il vero risultato elettorale sarà riuscire a creare una maggioranza forte e compatta, in grado di attuare quanto concordato con i creditori della Grecia: solo così si potrà avere più stabilità nell’eurozona

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