Il 2018 è stato un anno decisamente ricco di eventi e il 2019 non rischia di essere da meno, tra “vecchie” questioni che erediterà dal suo predecessore, come la definizione dei termini di Brexit, e nuove sfide – la fine del QE della BCE e le elezioni parlamentari europee, tanto per citare qualche esempio geograficamente vicino. Per avere un’idea di cosa ci aspetta e farci trovare pronti – in termini di asset allocation – a fronteggiare la situazione, proviamo a percorrere il nuovo anno procedendo mese per mese, con una carrellata dei principali avvenimenti che potrebbero avere ripercussioni più o meno dirette sui mercati.

Gennaio

Sarà il primo mese senza il Quantitative Easing della BCE, avviato nel 2015: con la fine del 2018, infatti, la Banca Centrale Europea ha interrotto del tutto gli acquisti mensili di titoli, già dimezzati da 30 a 15 miliardi di euro al mese alla fine di settembre. Francoforte ha fatto sapere però che continuerà “ancora a lungo e per tutto il tempo necessario” a reinvestire il capitale rimborsato dei bond in portafoglio arrivati a scadenza in nuovi titoli di pari durata.

Sempre a gennaio occhio anche alla prima riunione del 2019 della Bank of Japan (in agenda il 22 e il 23 del mese), oltre che al primo consiglio direttivo dell’anno della BCE (il 24) e alla riunione della Federal Reserve (il 29 e 30).

A Londra, la Camera dei Comuni sarà chiamata a esprimersi sull’accordo raggiunto tra i 27 leader UE e il primo ministro britannico Theresa May sui termini della Brexit. Il voto, che inizialmente era previsto per il 10 e 11 dicembre, è slittato infatti al 2019. Più precisamente, Theresa May ha annunciato che il dibattito parlamentare riprenderà il 7 gennaio, mentre il voto finale potrebbe avere luogo nella settimana del 14 gennaio.

Febbraio

Questo mese, più precisamente il 7, è in programma la riunione della Bank of England, da monitorare con attenzione vista la delicata fase che sta attraversando il Regno Unito.

Marzo

A fine mese scadrà ufficialmente il tempo a disposizione per definire i termini del divorzio tra il Regno Unito e l’Unione Europea: il 29 è infatti il Brexit Day, esattamente due anni dopo l’avvio delle pratiche per l’uscita del Regno dall’UE. Molto dipenderà dall’esito del voto del Parlamento UK rinviato, come visto, da dicembre a gennaio.

Sempre a fine marzo c’è un’altra scadenza importante da monitorare: finirà la tregua commerciale di 90 giorni tra Stati Uniti e Cina. Le due potenze, da mesi ingaggiate in una battaglia a suon di dazi, avevano annunciato l’avvio di nuove trattative in occasione del G20 di Buenos Aires, che si è svolto i primi di dicembre.

Aprile

Petrolio protagonista del mese, con la nuova riunione dell’OPEC+ in agenda l’8 aprile. In occasione del vertice di dicembre, i Paesi produttori hanno deciso un taglio della produzione di 1,2 milioni di barili al giorno rispetto ai livelli di ottobre per un periodo di sei mesi: proprio per valutare le mosse successive, il primo vertice 2019 è stato anticipato da giugno ad aprile 2019.

Per quell’epoca, peraltro, sarà anche scaduto l’esonero dal divieto di acquistare greggio iraniano concesso dagli USA a otto Paesi importatori, tra i quali i giganti asiatici Cina e India. A proposito: tra aprile e maggio, l’India avrà le elezioni parlamentari. L’attuale primo ministro Narendra Modi, leader di un partito nazionalista indù, appare in netto vantaggio rispetto al Partito del Congresso Indiano di Sonia e Rahul Gandhi.

Maggio

Appuntamento storico per il Vecchio Continente: dal 23 al 26 maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento UE. Un appuntamento cruciale per cogliere la futura direzione e la capacità di tenuta dell’UE. Occhio anche alle elezioni regionali in Spagna: andranno al voto Andalusia, Paesi Baschi, Catalogna e Galizia.

Giugno

Il primo G20 ospitato dal Giappone si terrà il 28 e 29 giugno a Osaka, la seconda città del Paese, che è anche candidata per l’Expo 2025.

Agosto

Dopo un luglio relativamente tranquillo, almeno per quanto riguarda gli eventi in programma nel momento in cui scriviamo, ad agosto è fissato il vertice del G7, che si terrà nella località francese di Biarritz dal 25 al 27 del mese.

Settembre

Il presidente della BCE Mario Draghi ha annunciato che non ci saranno rialzi dei tassi almeno fino alla fine dell’estate 2019: settembre potrebbe essere quindi il mese giusto per un primo ritocco.

Ottobre

Termina il mandato alla presidenza della Banca Centrale Europea di Draghi, che è in carica dal 2011 e non può ricandidarsi. Sul suo sostituto, una decisione è attesa entro la metà del 2019.

In ottobre si svolgeranno anche diversi appuntamenti politici: andranno a elezioni il Portogallo (il 6), la Grecia (il 20), il Canada (il 21) e l’Argentina (il 27).

Novembre

Negli Stati Uniti si vota il 5 novembre per la scelta dei governatori di Kentucky, Louisiana e Mississippi (più altre legislative locali): un nuovo test per valutare i consensi attorno all’amministrazione Trump in vista delle presidenziali 2020.

Poi ci sono gli imprevisti

Fin qui gli appuntamenti già stabiliti. Ma, specialmente in questa stagione storica ed economica, non si possono escludere sorprese e colpi di scena. Da monitorare attentamente, oltre all’evoluzione della Brexit, la situazione in Italia e Francia, dove non si possono escludere elezioni anticipate. Lo stesso vale per la Spagna attualmente guidata dal presidente Pedro Sanchez, dopo la crisi di governo del primo giugno 2018 che ha messo fine all’esperienza di governo di Mariano Rajoy.

Tutti appuntamenti che avrebbero ripercussioni sulle decisioni economiche, sulle finanze pubbliche e, in ultimo, anche sui mercati azionari, obbligazionari e valutari. Quindi, per chi investe, potrebbe essere interessante tenerli sul proprio radar.

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