Uno dei trend di medio periodo che ha caratterizzato l’ultimo anno, con effetti benefici sull’economia italiana, è stato il deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro.

Seppur interrotto da episodi di volatilità, si tratta di un trend che potrebbe continuare, sostenuto da tre fattori.

  1. Politica monetaria USA meno accomodante: la Fed ha indicato un probabile aumento dei tassi nel 2015.
  2. Il mercato è ancora posizionato come se si aspettasse un ulteriore deprezzamento dell’euro: gli operatori credono che il dollaro continuerà ad apprezzarsi, come dimostra il fatto che la differenza tra i contratti long e short sull’euro rimane negativa.
  3. L’economia USA è più solida: il tasso di crescita annuo americano nel secondo semestre 2015 è pari al 3,7%.

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Anche se è assai difficile prevedere l’andamento del tasso di cambio, sembrano esserci tutte le condizioni per un dollaro USA forte. Un’ottima notizia per l’economia dell’eurozona e le sue imprese.

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