In un cruciale discorso tenuto alla fine del mese di maggio 2015, il Presidente della Fed, Janet Yellen, aveva ribadito che la banca centrale americana avrebbe potuto intraprendere una politica di rialzo dei tassi già entro la fine del 2015, contando sulla solidità dell’economia americana. Ma la crescita deludente del PIL del primo trimestre di quest’anno ha messo in discussione questa certezza.

I dati relativi al mercato del lavoro statunitense sembrano tuttavia dare ragione a Janet Yellen: il numero delle assunzioni e il tasso di crescita dei salari sono stati superiori alle attese. Nello specifico, 280mila unità è stato l’incremento dei nuovi occupati del settore non agricolo a maggio 2015, in crescita rispetto ad aprile (221mila) e alla media dell’ultimo anno (257mila).

Il tasso di disoccupazione, pur rimanendo ai minimi storici, è lievemente aumentato, passando dal 5,4% al 5,5%.

Considerato lo scenario d’incertezza in cui naviga l’economia globale, per il Fondo Monetario Internazionale sarebbe meglio aspettare il 2016 prima di alzare i tassi.

Se consideriamo la condizione di mercato attuale, sembra che i mercati finanziari stiano prezzando un incremento della probabilità di rialzo dei tassi d’interesse entro la fine del 2015. Insomma, gestori, trader e analisti sembrano condividere la visione della Yellen.

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