Siamo giunti alla settimana “calda” della Fed: giovedì 17 settembre la banca centrale americana potrebbe alzare i tassi di interesse. Sarebbe il primo aumento in un decennio.

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Difficile dire se lo farà oppure no: restano molte incognite e la decisione non è per nulla scontata (anche all’interno della stessa FED sembra che i pareri siano discordi).

Per questa mossa ci sono motivi a favore e contro.

I pro del rialzo dei tassi

Se consideriamo gli elementi a favore di un rialzo dei tassi d’interesse c’è sicuramente il fatto che l'economia americana gode, nel complesso, di buona salute. Un aumento dei tassi d’interesse, oltre a scongiurare situazioni d’instabilità finanziaria, eviterebbe il rischio che l’economia statunitense, correndo troppo, possa generare inflazione.

Dopo quasi un decennio di tassi d’interesse bassi, continuare a posticipare questa decisionepotrebbe ridurre la fiducia nella ripresa e in una politica monetaria di normalizzazione. Si creerebbe così un contesto di maggiore incertezza.

Inoltre, il contesto internazionale non è poi così negativo e il crollo del prezzo del petrolio rappresenta un fattore di sostegno alla domanda di beni e servizi dei Paesi in via di Sviluppo.

Mantenere tassi d’interesse bassi significherebbe anche esporre la Fed al “ricatto dei mercati” e a maggiori resistenze politiche con l’avvicinarsi del prossimo anno elettorale. Potrebbe quindi essere indebolita la credibilità a lungo termine della banca centrale statunitense.

Viceversa, rialzando i tassi d’interesse, Janet Yellen si distinguerebbe come governatore “falco”, per aver anticipato gli altri banchieri centrali.    

I contro del rialzo dei tassi

Coloro che invece sono contrari a un rialzo dei tassi d’interesse ritengono che questa manovra possa aggravare il già pesante fardello di debito in dollari USA dei Paesi Emergenti, il cui rimborso diventerebbe più difficile. Cina e Brasile stanno attraversando momenti di difficoltà e un rialzo dei tassi sarebbe una criticità in più che potrebbe influire su Borse ed economia. Anche la crescita USA ne potrebbe soffrire.

Altre preoccupazioni sono legate al possibile scoppio di quelle che molti definiscono“bolle speculative” sui mercati finanziari.

Cosa comporterebbe per i risparmiatori un rialzo dei tassi d’interesse negli USA? Potrebbero essere interessati sia in modo diretto, se hanno investito in obbligazioni denominate in dollari, sia indiretto, per l’eventuale contraccolpo sulle Borse.

Si tratta comunque di effetti d’entità assai incerta visto che, di rialzo dei tassi USA, se ne parla ormai non da mesi ma da anni.

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