Il People’s Daily, giornale ufficiale del partito comunista cinese, ha lanciato l’allarme: la Cina accumula debito, preoccupando l’intero mondo finanziario, e c’è la necessità di prendere provvedimenti contro i prestiti in sofferenza. Alti livelli di indebitamento, continua il giornale, portano inevitabilmente ad alti rischi e questo potrebbe avere un effetto domino creando una crisi sistemica finanziaria, una crescita economica negativa fino ad arrivare ad erodere la ricchezza dei risparmiatori.

Dello stesso parere sembra essere l’agenzia di rating Fitch; l’andamento della crescita del debito cinese e l’erosione dell’unità di prodotto interno lordo generato da ogni unità di credito concesso crea i presupposti per una crisi finanziaria o per un crollo della crescita come è avvenuto in Giappone negli anni 90.

Secondo le stime Bloomberg la crescita del debito (privato e pubblico) in Cina è stata la più veloce tra i Paesi del G20 nell’ultimo decennio, con il debito che ha raggiunto il 247% del prodotto interno lordo, valore che nel lontano 2008, inizio della crisi, era intorno al 165%.

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Le banche sembrano essere tra gli attori di mercato più a rischio. Come ha riportato già l’anno scorso la Bank for International Settlements, il rischio di una crisi bancaria in Cina è alto (fonte Bloomberg). L’accelerazione dei mutui negli ultimi anni rischia di mettere sotto stress i bilanci bancari in caso di forte calo dei prezzi delle proprietà immobiliari. La vulnerabilità del sistema finanziario è stata messa in luce dall’alta volatilità dei mercati azionari cinesi e di quello valutario soprattutto all’inizio del 2016.

Anche il mercato obbligazionario inizia a risentire del problema dell’accumulo eccessivo di debito.

In questa prima metà del 2016 già 10 società cinesi hanno dichiarato ufficialmente default; il numero potrebbe aumentare nel corso dell’anno e comunque ha già superato i 7 defaults dell’anno scorso e l’unico default del 2014. Almeno secondo i dati ufficiali. Questo dato va inserito in un contesto in cui la crescita inizia a rallentare e le industrie iniziano a soffrire di eccesso di capacità produttiva.

Tuttavia, non tutti gli analisti finanziari sono della stessa opinione, infatti c’è anche chi crede che grazie all’elevata crescita e alla determinazione del Governo, il Paese sia in grado di far fronte al problema del debito senza particolari traumi. Proprio per rispondere alla mancanza di trasparenza e di protezione richiesta dagli scoraggiati investitori esteri, le autorità hanno recentemente rafforzato i regolamenti e aumentato il livello della documentazione richiesta agli emittenti durante il processo di emissione di un obbligazione societaria.

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