Tutti gli operatori e gli investitori erano ansiosi, e forse anche curiosi, di sapere cosa avrebbe dichiarato Mario Draghi nella riunione della BCE del 10 marzo e,  soprattutto quali assi nella manica (ammesso che ne esistano ancora) avrebbe calato sui mercati questa volta. Ecco che cosa è successo.

La Banca Centrale Europea ha tagliato tutti i tassi di riferimento del costo del denaro nell’eurozona.

Il tasso per le operazioni di rifinanziamento (tasso REFI) è stato ridotto di cinque punti base, raggiungendo così quota 0%. Lo stesso taglio è stato effettuato sul tasso marginale sui prestiti, oggi pari a 0,25%, mentre il tasso sui depositi delle banche è stato ridotto di dieci punti base, e ora gira a -0,40%.

L’inasprimento dei tassi negativi sui fondi parcheggiati dalle banche presso la BCE, che risulta gravoso per le banche, ha proprio lo scopo di stimolare il credito, soprattutto alle piccole e medie imprese. Ma non finisce qui.

Il programma mensile d’acquisto dei titoli di Stato è stato incrementato di 20 miliardi di euro e sale così a 80 miliardi. La BCE, inoltre, avrà la possibilità di comprare titoli obbligazionari corporate Investment grade, e quindi non più solo ed esclusivamente i titoli di Stato, a condizione che siano emessi da società non finanziarie. La scadenza del QE dovrebbe essere marzo 2017 ma Mario Draghi ha lasciato la porta aperta ad un eventuale prolungamento, qualora la BCE lo ritenga necessario.

Un effetto di tutta questa liquidità (e attese di nuova possibile liquidità) è la perdita di forza dell’euro rispetto alle principali divise, con conseguente vantaggio competitivo delle imprese dell’eurozona per quanto riguarda le esportazioni.

Ma c’è dell’altro. Per quanto riguarda le operazioni di finanziamento a lungo termine, che prendono il nome di TLTRO, ci saranno quattro nuove operazioni. Partiranno il prossimo giugno, con un orizzonte temporale di quattro anni, con scadenze quindi più lunghe, e con tassi che potrebbero anche essere negativi, sempre al fine di stimolare la circolazione del denaro e la concessione del credito. L’obiettivo di questi finanziamenti a medio termine è proprio quello di finanziare le imprese e le famiglie e far accelerare inflazione ed economia.

Draghi ha comunicato anche le previsioni per la crescita dell’economia e l’inflazione per l’Eurozona. La crescita del PIL per il 2016 è stimata pari al +1,4%, e dovrebbe salire a +1,7% e +1,8% nei due anni successivi. La BCE ha tagliato anche le stime sull’inflazione: nel 2016 l’indice dei prezzi al consumo dovrebbe essere dello 0,1%, rispetto al precedente +1%.

Qual è stata la reazione dei mercati alle novità di Mario Draghi? Nonostante il taglio dei tassi e le nuove misure di stimolo, man mano che si svolgeva la conferenza le Borse hanno virato in negativo e il cambio euro/dollaro ha superato il valore di 1,12 (fonte Bloomberg). La volatilità è sempre presente sul mercato azionario, ecco perché bisogna guardare con un occhio al medio/lungo termine. Tutte le misure sono sicuramente positive, non solo per i mercati finanziari ma anche per l’economia europea e questo si è visto nei giorni successivi, che hanno visto Borse europee prevalentemente positive.

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