Dopo otto anni, la Grecia è ufficialmente salva: il 20 agosto è terminato anche il terzo programma di aiuti della Troika, approvato nel 2015 da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale. Il Paese ellenico è stato dichiarato pronto per tornare a camminare sulle proprie gambe

Qual è il passato della Grecia?

La strada per raggiungere questo traguardo non è stata certo indolore. Dopo che nel 2009 l’allora primo ministro George Papandreou rivelò pubblicamente che i bilanci inviati all’Ue dai precedenti governi erano stati falsificati per garantire alla Grecia l’ingresso nella zona euro, la fiducia nella capacità di Atene di rispettare gli impegni sul debito è crollata a picco, con un conseguente allargamento dello spread di rendimento delle obbligazioni statali.

A dare il “colpo di grazia” a una situazione già pesantemente compromessa ci ha pensato il declassamento del debito pubblico greco a “junk bond” nell'aprile 2010, che ha creato un vero e proprio allarme nei mercati finanziari .

Il 2 maggio 2010 è scattato il primo programma di salvataggio da parte dei creditori internazionali – la cosiddetta Troika, composta da Ue, Bce e Fmi – che prevedeva un prestito da 110 miliardi di euro a condizione che la Grecia rispettasse severe misure di austerità. Seguiranno poi, nel 2012 e nel 2015, altri due piani di aiuti, per un totale di circa 289 miliardi di euro.

In questi ultimi otto anni, sotto la pressione dei creditori che chiedevano il rispetto degli accordi, la Grecia ha dunque dovuto adottare misure rivelatesi molto pesanti per la sua popolazione: aumento delle imposte, riduzione della spesa, revisione del sistema pensionistico, riduzione dei salari pubblici, privatizzazione di alcuni settori. Nei momenti di massima emergenza, il governo greco è arrivato a imporre limiti ai prelievi giornalieri dai conti correnti. Così un quarto del Pil del Paese è evaporato, circa 500mila persone sono emigrate all’estero e la disoccupazione è arrivata a superare il 27% nel 2013.

Il 20 agosto 2018 segna dunque l’inizio di un nuovo corso per la Grecia e i suoi abitanti. Il commento del presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno:

Per la prima volta dall'inizio del 2010 la Grecia può reggersi in piedi da sola

Mario Centeno continua: "Questo è stato possibile grazie allo straordinario sforzo del popolo greco, alla buona cooperazione con l'attuale governo e al supporto di partner europei attraverso prestiti e riduzione del debito".

Anche il primo ministro greco Alexis Tsipras esulta: “questa è una nuova pagina per il Paese. Non significa che dobbiamo abbandonare il percorso prudente di bilanci equilibrati e riforme strutturali, ma che possiamo abbandonare la spinosa strada dei memorandum e dell’austerità estrema”, ha dichiarato.

Il governatore della banca centrale greca, Yannis Stournaras, ha invece messo in guardia il governo greco, parlando dalle pagine del quotidiano greco Kathimerini: “se torniamo indietro da ciò che abbiamo accettato, ora o in futuro, i mercati si arrenderanno e non saremo in grado di rifinanziare i prestiti in scadenza in modo sostenibile”.

Cosa succede ora?

Dopo l’uscita dalla tutela della Troika, la Grecia dovrà comunque sottoporsi a un monitoraggio trimestrale. Il Paese, inoltre, si è impegnato a raggiungere un avanzo primario (ovvero il saldo positivo tra entrate e uscite del governo, escluse le spese per interessi) pari al 3,5% fino al 2022 e al 2,2% fino al 2060. Infine,  per facilitare il percorso di ritorno all’autonomia e rassicurare gli investitori internazionali, i ministri delle Finanze dell’eurozona hanno deciso di rinviare di dieci anni la scadenza del debito greco nei loro confronti e di approvare e un nuovo prestito da 15 miliardi di euro per garantire autosufficienza nei prossimi 24 mesi.

Come sta oggi la Grecia?

Naturalmente la situazione economica greca resta ancora fragile, con un debito pubblico pari al 180% del PIL, e un tasso di disoccupazione che, pur essendo già sceso intorno al 19%, resta tra i più alti d’Europa.

I segnali positivi comunque non mancano, da due anni a questa parte la Grecia sta riuscendo a realizzare un avanzo di bilancio e l’economia ha ripreso a crescere: il Pil è cresciuto dell’1,4% nel 2017 e, stando alle stime, dovrebbe toccare il 2% nel 2018 e il 2,3% nel 2019.

Anche la piazza finanziaria di Atene negli ultimi anni ha ripreso a correre, seppur viaggia oggi ancora lontana dai livelli visti negli anni precedenti alla crisi. Nell’ultimo biennio, infatti, ha registrato una performance media annua del 13%, la migliore in Europa. Anche in termini di valutazioni il mercato azionario ellenico gode di una buona salute: il rapporto Prezzo/Utili è tra i migliori del mercato europeo, così come il dividend yield, che si colloca nella media europea (2,8% negli ultimi 12 mesi contro una media del 3%).

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