Uno dei settori che maggiormente ha cavalcato l’onda dei Megatrend negli ultimi anni è sicuramente quello legato al mondo delle biotecnologie. I motivi li abbiamo osservati in un precedente post: la necessità di rispondere alle esigenze di una popolazione via via più numerosa (nei Paesi Emergenti) e più anziana (nei Paesi Sviluppati)ha incoraggiato la ricerca finalizzata a migliorare la qualità e l’efficacia delle cure sanitarie, nonché della vita stessa dell’uomo. A comprovare questa realtà ci sono i numeri dell’ONU:

  • la popolazione mondiale è passata da 1,5 miliardi a 7,5 miliardi in 100 anni;
  • entro il 2050 la popolazione del pianeta dovrebbe toccare i 9,5 miliardi di persone;
  • di questi, il 97% arriverà dagli attuali Paesi Emergenti e in via di sviluppo, dove si registra un tasso di nascite doppio rispetto a quello dei Paesi Sviluppati (4,7 nati per donna contro 2,5);
  • la quota di over 60 della popolazione mondiale passerà dal 10% al 21% entro il 2050.

Per soddisfare le necessità di questa “rivoluzione demografica”sarà necessario uno sforzo congiunto su più fronti: nuove infrastrutture per i Paesi Emergenti in grado di aumentare l’aspettativa di vita, mentre per i Paesi Sviluppati bisognerà ricercare una migliore qualità dei servizi sanitari per far fronte a una popolazione sempre più anziana.

Come si evince dal grafico qui sotto, la crescita sui mercati di questo Megatrend è tutt’altro che trascurabile: +274% negli ultimi 10 anni, un chiaro segnale della vivacità di questo settore. Nello stesso periodo un indice azionario globale ha registrato un +120%. Indubbiamente si tratta di investimenti a elevato profilo di rischio: tra il 2015 e il 2016, alcune indiscrezioni riguardo a normative più stringenti hanno causato un repentino crollo del mercato. Perdite comunque recuperate nei 12 mesi successivi: un segnale di forza di un settore decisamente orientato al futuro.

Scopriamo ora quali sono le principali “diramazioni” di questo Megatrend.

Biotecnologie

I benefici dello sviluppo tecnologico e la ricerca scientifica in ambito sanitario hanno apertoalla possibilità di sviluppare nuove forme di medicinali e cure più efficaci e meno invasive, in grado di migliorare la qualità della nostra vita. Un dato su tutti deve far riflettere: secondo l’EFPIA (Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche), l’aspettativa di vita media per i cittadini europei è aumentata di 30 anni rispetto a un secolo fa, proprio grazie ai “passi da gigante” effettuati nel settore.Due esempi concreti di questi sviluppi? Eccoli.

  • La “terapia genica”, una vera e propria rivoluzione della biotecnologia che permette il trattamento e la cura di malattie e disfunzioni lavorando direttamente sul DNA del paziente.
  • La “terapia “CAR-T”, di recente scoperta, che potrebbe permettere il trattamento e la cura di alcune malattie attaccando unicamente le cellule infette.

Farmaceutico

Il successo delle biotecnologie si ripercuote inevitabilmente sul settore farmaceutico, sia in termini di investimenti (le case farmaceutiche spesso finanziano direttamente le avventure delle imprese di biotech) sia a livello di distributori commerciali di prodotti (soluzioni e medicinali) innovativi che emergono dalle ricerche in biotecnologie.

Inoltre è opinione condivisa tra molte società di analisi che la riforma fiscale di Trump andrà a rinvigorire proprio il mercato delle aziende farmaceutiche, favorendo una ripresa dei processi di acquisizione e fusione tra le società del settore. Operazioni di finanza straordinaria effettuate con l’obiettivo di creare un’ambiente di lavoro sinergico per permettere un sostanzioso progresso nella ricerca e nello sviluppo di sempre nuove cure. Diretta conseguenza di queste operazioni è l’incremento di valore delle società direttamente (e indirettamente) coinvolte, con un beneficio finale anche per gli investitori che hanno finanziato e creduto in queste attività. Le prospettive economiche sono assolutamente positive: entro il 2022 le vendite del settore sono attese alla quota record di 1.060 miliardi di dollari, mentre il tasso di crescita annuo dovrebbe attestarsi al 7%, in deciso rialzo rispetto al 2% mediano di circa cinque anni fa.

Medico

Questo settore, ribattezzato “Meditech”, rappresenta invece la parte più “tangibile” dell’intero filone biotecnologico. L’ingegneria biomedica si è ricavata sempre più spazio, dai banchi dell’università all’industria: protesi sempre più sofisticate e meno invasive emacchinari di trattamento e analisi sempre più avanzati hanno rivoluzionato totalmente il settore sanitario e migliorato il tempismo nelle diagnosi e l’efficacia delle cure. Anche i numeri finanziari certificano questo successo: i ricavi del settore sono attesi in crescita a 454 miliardi di dollari USA per il 2019 dai 369 miliardi del 2015, equivalentia una crescita media annua del 4,1%.


Tecnologia e sanità stanno convergendo verso uno scopo comune: migliorare la qualità della vita dell’uomo, colmando dei vuoti che fino a qualche decennio fa sembravano impensabili. Si tratta quindi di settori caratterizzati da un forte impatto sociale, le cui aspettative sono attese in continuo miglioramento nel prossimo futuro grazie alla dinamica demografica attualmente in corso.

Sfruttare le opportunità finanziarie di questo settore è sicuramente una carta che un investitore orientato al lungo termine può sfruttare. Tuttavia, la volatilità che lo contraddistingue merita la giusta attenzione. L’esposizione al settore biotecnologico deve essere adeguatamente bilanciata all’interno di un portafoglio ben diversificato.

Un “evergreen” finanziario, fondamentale anche per investire nei Megatrend.

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