Quel populismo che ora va tanto di moda

Dopo la vittoria di Trump in America, l’uscita del Regno Unito dall’Europa e in parte la sconfitta del referendum in Italia, l’onda del populismo cavalca anche la Francia. Nei giorni scorsi il Presidente del Fronte Nazionale Marine Le Pen ha annunciato in modo inequivocabile che, qualora diventasse Presidente, il suo programma prevedrebbe un referendum con oggetto l’uscita della Francia e il conseguente ritorno al franco. Oltre a dichiarare guerra a Bruxelles, la Le Pen ha intenzione di voler abbandonare la NATO.

L’effetto sui rendimenti e sullo spread

La notizia della probabile “Frexit”, arrivata qualche giorno fa, ha riacceso i riflettori sul rischio euro, aumentando gli spread, ovvero il differenziale tra i rendimenti tra sui titoli di Stato dei paesi della zona euro e la Germania, considerato il “porto sicuro” europeo. Se il rendimento di un Paese aumenta molto velocemente rispetto ad un altro vuol dire che è peggiorato il suo rischio di credito.

Ecco il grafico del differenziale tra i rendimenti a dieci anni tra i titoli di Stato decennali francesi e tedeschi:


Possiamo notare come lo spread tra Francia e Germania, che cattura il “nervosismo” dei mercati, abbia avuto un’impennata negli scorsi giorni segnando un massimo dal 2015, anche se resta ben lontano dei livelli toccati durante la crisi della zona euro del 2012. Perciò il rischio è aumento ma rimane sotto controllo. 

Quanto vale oggi il rischio Frexit?

Secondo Goldman Sachs, le probabilità che Marine Le Pen diventi Presidente della Francia sono molto basse, ma è anche vero che i rischi peggiori sono quelli con un alto impatto in termini di danno e poca probabilità di accadimento. Secondo il colosso Americano l’unico scenario dove Marine potrebbe avere qualche chance di vittoria potrebbe essere dato da una bassa affluenza alle urne, sotto il 40%; un livello che non è mai stato registrato nella storia. In ogni caso bisogna star attenti a far pronostici, la vittoria di Trump sulla Clinton e la sorpresa Brexit insegnano che fidarsi delle previsioni potrebbe essere un grande errore, specialmente quando la cosa che mette in comune tutti questi avvenimenti è il carattere “populista”. Dovremmo pur imparare qualcosa dal passato.

Perché è importante?

Le scelte politiche hanno un chiaro effetto sui mercati. Bisogna però considerare che anche le “probabili o future” scelte politiche molte volte possono avere degli effetti rilevanti. Questo articolo è un chiaro esempio di come una dichiarazione, sebbene poco probabile ma credibile abbia cominciato a creare nervosismo sui mercati; non si tratta però di un evento qualsiasi ma della possibile uscita dalla Francia dall’UE e dall’euro. Il mercato e le previsioni in passato hanno sempre sottostimato i possibili effetti del “populismo”, Brexit e Trump ne sono un chiaro esempio; questa volta però, il mercato decide di prendere le dovute precauzioni, prezzando in aumento il rischio, che nel complesso resta relativamente basso se paragonato a livelli critici in passato.

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