Lo scenario che va dipingendosi in questi primi mesi del 2017 pare idilliaco per gli investitori: da un lato i mercati finanziari delle principali piazze finanziarie sono tutti in territorio positivo (nonostante le sempre presenti incognite politiche, soprattutto in Europa), dall’altro la volatilità (che – sinteticamente - rappresenta la “rischiosità” di un mercato) viaggia sui valori minimi.

Perché è importante?

Per una completa compresione delle dinamiche di mercato è importante osservarne tutte le possibili sfaccettature, tra cui quelle riguardanti il rischio. Questi indici, in grado di fornirci utili informazioni proprio sulla rischiosità percepita sui mercati azionari, forniscono un valido supporto all’analisi delle opportunità d’investimento offerte dal mercato, sempre all’ interno di un contesto di portafoglio adeguatamente diversificato.

Il grafico sottostante evidenzia proprio quest’ultimo aspetto: la volatilità registrata sul mercato azionario americano per eccellenza, l’indice S&P 500, e rappresentata dall’indice VIX , oltre ad essere sui valori minimi degli ultimi dieci anni è anche ampiamente sotto la media di lungo periodo, di circa otto punti percentuali. Stesso discorso vale per l’indice che cattura la volatilità sull’EUROSTOXX 50 (che rappresenta il mercato finanziario europeo), l’indice VSTOXX, anch’esso ai minimi storici e lontano di circa 10 punti percentuali dalla sua media di lungo periodo.

Andamento quasi “in sintonia” per i due indici di rischio, nonostante i mercati sottostanti riflettano situazioni molto diverse. Negli Stati Uniti la FED ha operato il primo rialzo dei tassi (dei tre attesi) del 2017 ed è in attesa di conoscere meglio gli effetti della “Trump-Economics”, mentre sull’Europa perversa un poco confortante quadro politico (vedasi Brexit e vari appuntamenti elettorali), accompagnato da una BCE ancora nel pieno del suo Quantitative Easing.

Inoltre, per una completa comprensione di queste dinamiche risulta rilevante osservare un nuovo indice di rischio, lo “Skew Index”, e confrontarlo con il precedente VIX. Entrambi questi indici sono costruiti con alcuni strumenti derivati esposti all’indice S&P 500, cambia però l’informazione che possiamo ricavarne: da un lato il VIX coglie la complessiva rischiosità percepita sul mercato, dall’altro lo Skew Index guarda maggiormente alla rischiosità degli eventi estremi, cioè misura la percezione del rischio di eventi di per sé “rari” ma potenzialmente molto dannosi, i cosiddetti “cigni neri”.

Il grafico sottostante mostra la relazione tra questi due indici: come si evince lo Skew Index negli ultimi mesi ha ampiamente distaccato il VIX, aspetto che identifica come gli operatori di mercato “comprano protezione” (attraverso le opzioni) preoccupati per possibili “cigni neri”all’orizzonte che possono far traballare i (fin troppo) tranquilli mercati finanziari odierni.

Per concludere, aldilà delle mere valutazioni sulla rischiosità (alta o bassa che sia) del mercato finanziario, è importante ricordare che in fase di costruzione e analisi di una soluzione d’investimento bisogna sempre tenere a mente le regole fondamentali della diversificazione di portafoglio, in modo da limitare i riflessi dei movimenti della volatilità sugli investimenti.

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