62 miliardi di dollari, ovvero 55 miliardi di euro. È questa la cifra che Bayer ha messo sul piatto per acquistare la società americana di biotecnologie nel settore agricolo Monsanto.

Il colosso chimico-farmaceutico ha reso noto di aver fatto, lo scorso 10 maggio, un’offerta pari a 122 dollari per azione per acquisire Monsanto e creare in questo modo il più grande fornitore di prodotti chimici agricoli e sementi geneticamente modificati. Tra gli investitori è subito iniziato ad insinuarsi il dubbio e la preoccupazione che l’offerta sia troppo alta dal momento che Bayer ha offerto un premio del 37% rispetto al prezzo di chiusura di Monsanto del 9 maggio scorso. Monsanto ha rifiutato l'offerta, ritenendola troppo bassa, ma rimane aperta alle trattative.

Perché Bayer è interessata a Monsanto?

L’acquisto di Monsanto consentirebbe a Bayer di soddisfare la crescente domanda del settore agricolo, in un contesto in cui gli agricoltori dovranno cercare di sfamare dieci miliardi di persone entro il 2050. Secondo le stime del CEO di Bayer, Werner Baumann, questa acquisizione, dopo tre anni, potrebbe portare a sinergie che ammontano a 1,5 miliardi di dollari non solo grazie ad un’ottimizzazione dei costi di produzione, marketing e ricerca&sviluppo ma anche grazie anche alla realizzazione, e quindi alla vendita, di una gamma più ampia di prodotti.

Il mercato

Il settore agrochimico sta evolvendo e questo porta a nuovi gruppi ed alleanze. ChemChina, azienda statale cinese operante nel settore dell’industria chimica ha acquistato Syngenta per 43 miliardi di dollari, quest’ultima aveva rifiutato una precedente offerta proprio dalla Monsanto, mentre DuPont e DowChemical dovrebbero completare la fusione nella seconda metà del 2016. Il mercato non ha apprezzato l’offerta: non appena resa nota la notizia il titolo Bayer ha lasciato circa il 6% sulla piazza di Francoforte e attualmente è ai minimi da oltre due anni e mezzo, mentre Monsanto ha guadagnato a New York il 5% (fonte Bloomberg).

Il consiglio di amministrazione di Monsanto ha rifiutato all'unanimità la proposta di Bayer ritendola incompleta e finanziariamente inadeguata. Per Hugh Grant, presidente del consiglio di amministrazione e CEO di Monsanto, l'attuale proposta sottovaluta significativamente l'azienda e non fornisce sufficienti rassicurazioni sui rischi di esecuzione e di finanziamento.

Ora la prossima mossa tocca a Bayer.

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