Demografia: la scienza che studia quantitativamente e qualitativamente i fenomeni riguardanti lo stato e il movimento della popolazione. Megatrend: una tendenza epocale e globale in grado di modificare o comunque condizionare fortemente il corso della Storia. Siamo partiti dalle definizioni per puntualizzare al meglio la nostra premessa: l’evoluzione demografica – esattamente come quella tecnologica o climatica – è un Megatrend. E noi ce ne occupiamo di nuovo per i risvolti che può avere sull’economia e le opportunità di investimento. E allora, andiamo a vedere quali sono le caratteristiche e le implicazioni di questo Megatrend.

Quali sono i numeri, oggi?

Secondo la revisione 2017 del The World Population Prospects, pubblicata dal dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale oggi è composta da 7,6 miliardi di individui e dovrebbe raggiungere gli 8,6 miliardi nel 2030, i 9,8 miliardi nel 2050 e gli 11,2 miliardi nel 2100. Tutto ciò nonostante la fertilità in calo più o meno ovunque.

L’aumento, in larga parte, sarà legato a un piccolo numero di Paesi. Il rapporto delle Nazioni Unite prevede, infatti, che dal 2017 al 2050 metà della crescita della popolazione mondiale sarà concentrata in nove Paesi: India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan, Etiopia, Repubblica Unita di Tanzania, Stati Uniti d’America, Uganda e Indonesia, in ordine di contributo previsto all’incremento totale. Ciò detto, sempre più Paesi presentano tassi di fertilità troppo bassi rispetto a quelli che servirebbero per sostituire le vecchie generazioni. E allora, da cosa dipenderà questo rialzo?

Aumenta l’aspettativa di vita

Negli ultimi anni, secondo le Nazioni Unite, si sono registrati sostanziali miglioramenti sul fronte dell’aspettativa di vita. Globalmente, è passata da 65 anni per gli uomini e 69 anni per le donne nel periodo 2000-2005 a 69 anni per gli uomini e 73 per le donne nel 2010-2015. C’è ancora una certa discrepanza tra i vari Paesi, che secondo le stime dovrebbe comunque diminuire in modo significativo entro il 2045-2050. Questo comporterà a tendere non solo un incremento ma anche un invecchiamento della popolazione. Rispetto al 2017, il numero di persone di 60 anni o più dovrebbe raddoppiare entro il 2050 e addirittura triplicarsi entro il 2100, passando da 962 milioni a livello globale nel 2017 a 2,1 miliardi nel 2050 e a 3,1 miliardi nel 2100.

Globalmente, il numero di persone di 80 anni o più, secondo le previsioni, aumenterà di tre volte entro il 2050, dai 137 milioni del 2017 ai 425 milioni del 2050, fino alla cifra monstre di 909 milioni entro il 2100 (quasi sette volte il valore del 2017).

Avanzati, emergenti, in via di sviluppo: nessuno escluso

I Paesi e le aree sviluppate saranno coinvolti in pieno. In Europa, il 25% della popolazione ha già compiuto 60 anni: le Nazioni Unite stimano che tale quota raggiungerà il 35% nel 2050 e rimarrà intorno a tale livello nella seconda metà del secolo. E l’Italia, come si posiziona? Nel nostro Paese, gli ultra 65enni nel 2016 ammontavano a circa 17 milioni, un numero che corrispondeva al 28% della popolazione: secondo le proiezioni del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, arriveranno a 23,3 milioni nel 2040, ovvero il 39,4% della popolazione. Un fenomeno, questo, che non risparmierà i Paesi emergenti: secondo Deloitte, in Asia gli ultra 65enni oggi superano l’intera popolazione degli Stati Uniti ed entro il 2042 ci saranno più over 65 nell’intero continente che cittadini nell’area euro e nel Nord America messi insieme. Ma nemmeno l’Africa, il continente più giovane, resterà a guardare: la popolazione di età pari o superiore a 60 anni dovrebbe aumentare dal 5% del 2017 a circa il 9% del 2050 e poi al 20% circa entro la fine del secolo.

Cosa implica questo Megatrend?

Come evidenzia il dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, la concentrazione della crescita della popolazione mondiale nei Paesi più poveri rappresenta una sfida non di secondaria importanza anche nell’ottica dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che punta a “porre fine alla povertà e alla fame, ampliare e aggiornare i sistemi sanitari ed educativi, raggiungere la parità di genere e l’emancipazione femminile, ridurre la disuguaglianza e assicurarsi che nessuno sia lasciato indietro”. Il progressivo invecchiamento della popolazione, invece, imporrà ai governi una spesa sempre più consistente in assistenza sanitaria, pensioni di vecchiaia e previdenza sociale, con conseguente incremento della pressione fiscale. Un apparato sempre più complesso al quale potrà affiancarsi l’iniziativa privata, con l’offerta di coperture assicurative adeguate, una crescente proposta di soluzioni pensionistiche complementari, più tecnologia legata alla cura e all’assistenza, una migliore e più mirata produzione alimentare e farmaceutica per far fronte alle esigenze di una popolazione mediamente più anziana. Tutto questo ha già un nome: è la silver economy, l’economia degli anni d’argento.

Cosa significa per chi investe?

Ogni volta che parliamo di Megatrend, dobbiamo per forza assumere un orizzonte temporale lungo: si tratta infatti di evoluzioni che non avvengono in poche settimane o mesi, ma che richiedono anni.

Ciò premesso, ecco una carrellata di settori che potrebbero beneficiare della presenza sul nostro pianeta di una popolazione sempre più anziana:

  • finanziario, con particolare riferimento a quegli operatori che offriranno soluzioni integrative rispetto all’assegno pensionistico pubblico;
  • assicurativo, in riferimento alla fornitura di polizze vita, danni o a copertura di servizi e trattamenti sanitari e medici;
  • consumi primari, legati all’alimentazione, all’igiene personale e della casa e ai prodotti farmaceutici;
  • consumi discrezionali, non strettamente essenziali ma ai quali, in genere, se si può non si rinuncia: viaggi, immobiliare (casa vacanze, per esempio), hi-tech;
  • healthcare e biotecnologie, con un focus sulle industrie farmaceutiche che fanno ricerca per la messa a punto di nuovi prodotti e soluzioni;
  • tecnologia e, in particolare, robotica, funzionali al supporto e all’assistenza di persone in là con gli anni.

Tutti filoni sui quali avremo sicuramente occasione di tornare.

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