Dopo anni in cui il mercato azionario americano ha reso di più di quello europeo, i ruoli si sono invertiti e gli investitori sembrano essere diventati più cauti.

Questo diverso atteggiamento è motivato da valutazioni fondamentali troppo elevate, apprezzamento del dollaro USA e il calo del prezzo del petrolio. Per capire lo stato di salute delle aziende americane, è utile dare un’occhiata alle trimestrali.

Le relazioni trimestrali Usa

L’apprezzamento del dollaro USA ha penalizzato la crescita organica dei ricavi. È aumentato il numero di società che hanno chiuso il trimestre con un utile netto negativo, e la crescita degli utili per azione si è ridimensionata.

Escludendo però il settore Oil& Gas, che deve trovare il proprio equilibrio dopo il crollo del prezzo del petrolio, i risultati restano piuttosto soddisfacenti.

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Bisogna comunque monitorare i rischi legati all’apprezzamento del dollaro e alla crisi dello shale oil, soprattutto in vista di un rialzo dei tassi da parte della Fed.

In questo momento, se si guardano gli ultimi dati disponibili, l’economia americana delude un po’ le attese, ma è sicuramente più vicina alla piena occupazione di quanto non lo sia quella della zona euro. L’economia USA gode quindi di una relativa buona salute, il che fa pensare che abbia maggiore capacità di resistenza in caso di shock esterni.

Le valutazioni fondamentali del mercato USA sono sostanzialmente in linea con i fondamentali storici (P/E di Graham &Dodd pari a 21,1 vs una media storica di 21,4, dividend yield di 2% vs media storica di 1,8%) e quindi, in definitiva, restano tra le migliori dei Paesi Sviluppati.

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