Si avvicina la riunione di giugno della Fed e, come al solito, gli investitori cercano di capire da ogni singola dichiarazione di funzionari della banca centrale quale sarà la decisione di Janet Yellen sulla politica monetaria USA alla prossima riunione.

Uno spunto di riflessione sulle probabili mosse lo può offrire il mercato obbligazionario: stando al mercato obbligazionario, non ci sarà nessun aumento dei tassi d’interesse, visto che lo spread tra il rendimento dei titoli governativi a 10 anni e quello a 2 anni, a quota 93 punti base, è ai minimi dal 2007 (fonte Bloomberg).

Questo risultato sembra in forte contrasto con le dichiarazioni del presidente della Fed di Atlanta e del presidente della Fed di San Francisco, entrambi membri non votanti al FOMC, che si aspettano almeno due aumenti dei tassi di interesse in corso d’anno.

In questo contesto si inserisce l’allarme lanciato da Jan Hatzius, capo economista di Goldman Sachs, secondo il quale gli investitori del mercato del fixed income non sono al momento preparati ad un aumento dei tassi di interesse. Secondo Hatzius il mercato obbligazionario non sta al momento prezzando nessun aumento dei tassi d’interesse, e la cosa è a suo parere sorprendente (fonte Bloomberg).

Per Steve Major, capo del fixed income presso la banca d’affari HSBC Holdings Plc, il mercato sta segnalando il rischio di una contrazione economica, con i rendimenti a lungo termine in calo a livello globale e le banche centrali che fanno fatica a dare il giusto impulso all’inflazione. Christoph Kind, capo dell’asset allocation di Frankfurt Trust, ha espresso il suo essere cauto sulle obbligazioni a lunga scadenza, non solo perchè particolarmente costose, ma anche perchè è complesso analizzare e cercare di prevedere quali potranno essere le reazioni del mercato alle varie decisioni della Fed. Tutto ciò rende i bond a lungo termine poco attraenti, considerando il loro livello di rischio (fonte Bloomberg).

Insomma, il mercato obbligazionario (come tutti i mercati), è costellato di molte incognite e la maggior parte di quelle che riguardano il 2016 potranno essere svelate alla prossima riunione della Fed in programma per il 14-15 giugno.

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