Puntuale ogni lunedì la review dei mercati su Yellow Channel: scopriamo cosa è successo nel mondo economico e sui mercati finanziari la scorsa settimana e quali sono gli eventi importanti da segnare sull'agenda, attesi dagli investitori e dagli operatori di mercato.

Overview globale

Dopo la BCE, è toccato alla Fed, alla BoJ e alla BoE parlare ai mercati. Come ampiamente previsto, la Fed ha alzato i tassi d’interesse per la seconda volta quest’anno: un rialzo di 25 punti base, che ha così portato il “corridoio” dei tassi tra l’1.0% e l’1,25%. Sono state inoltre confermate le previsioni di crescita degli Stati Uniti, avvalorando le aspettative di un terzo rialzo dei tassi entro il 2017. Confermata anche la volontà del Board della FED di voler procedere con le operazioni necessarie a ridurre il bilancio dell’istituto, ora a quota 4.500 miliardi di dollari, facendo scadere un massimo di 10 miliardi di titoli obbligazionari al mese senza reinvestirli, come abbiamo approfondito su YellowAdvice questa settimana.

Dalla Gran Bretagna, dopo che è arrivata l’ufficialità per l’avvio  dei negoziati per la Brexit, è toccato alla Bank of England comunicare le nuove direttive di politica monetaria: è stato confermato il livello dei tassi d’interesse allo 0,25%, mentre prosegue al ritmo di 10 miliardi di sterline al mese il Quantitative Easing britannico. Tuttavia si segnala che il voto sul mantenimento dei tassi allo 0,25% ha “spaccato” il Board dell’istituto: tre membri, sugli otto totali, hanno votato per un immediato rialzo dei tassi, intimoriti dall’eccessivo rialzo dell’inflazione, più che dal rallentamento dell’economia inglese.

Sul fronte asiatico, infine, la Bank of Japan, migliorando l’outlook economico del Paese, ha confermato la portata della sua politica espansiva con i tassi sui depositi fermi al -0,10% e acquisti di asset, che fino ad ora ammontanoa circa 80mila miliardi di Yen.

Dopo la riunione dell’Eurogruppo dello scorso giovedì la Grecia può considerarsi (per ora) salva. La BCE e il Fondo Monetario Internazionale hanno concesso al Paese ellenico una nuova tranche di  aiuti concordati nel 2015: 8,5 miliardi di euro, di cui 6,5 miliardi andranno a ripagare il debito in scadenza a luglio, mentre i restanti 2 miliardi saranno convogliati nel Paese come nuova liquidità.

Dal mondo della politica, negli Stati Uniti l’attenzione cresce intorno allo scandalo “Russiagate” scoppiato attorno al Presidente Trump. Il procuratore speciale Robert Mueller avrebbe deciso di indagare Trump anche seguendo l’ipotesi di ostruzione alla giustizia, reato che costò l’impeachment al Presidente Nixon nel 1974.

In Francia, concluso il doppio appuntamento delle elezioni legislative, il partito del neo Presidente Macron, En Marche!, ha ottenuto una schiacciante vittoria, conquistando la maggioranza assoluta all’assemblea nazionale: l’ultimo dato di lunedì mattina riportato dal quotidiano francese Le Figarò assegna 359 seggi (ottenuti insieme ai 41 del Movimento Democratico) sui 577 disponibili, al partito di Macron. Al Front National di Marin Le Pen, avversaria di Macron alle ultime presidenziali, vanno 8 seggi; nel mentre perde forza il fronte socialista che dai 289 seggi del 2012, oggi si ritrova con soli 46 rappresentanti. Stabile il centro-destra, al contrario si segnala in forte aumento il “partito dell’astensione”: il 56% dei cittadini non ha votato, un nuovo record per la Francia.

Come va il nostro Paese?

Buone notizie per il nostro Paese arrivano da Washington, dove ha sede il Fondo Monetario Internazionale. Sono state, infatti, corrette al rialzo le stime di crescita del PIL italiano: +1,3% atteso per il 2017, dal precedente +0,8%, mentre per il triennio 2018-2020 è attesa una crescita media dell’1,0%. Tuttavia rimangono evidenti le fragilità della nostra economia, gravata da un elevato debito pubblico (che ha toccato la nuova cifra record di 2.270 miliardi di euro), un incerto sistema politico (con le elezioni in vista per il 2018) e un fragile sistema bancario. Infine dall’Istat si segnala in calo dello 0.4%, su base trimestrale, la produzione industriale del mese di aprile (effetto determinato dalle tante festività presenti), mentre su base annua è in crescita dell’1%.

News dalle società

Dal fronte societario si segnala quello che per ora è un (ingiustificato) timore di bolla sul mercato tecnologico, dopo che alcune società di asset manager hanno sollevato alcuni dubbi sulla profittabilità delle aziende “hi-tech”: ne abbiamo parlato alla seguente pagina. Proseguendo su questo “trend”, Huawei, la principale azienda cinese produttrice di smartphone, in quanto a quota di mercato ha superato l’americana Apple, e si posiziona seconda alle spalle di Samsung. Dopo mesi di indiscrezioni ed incertezza, è stata ufficializzata l’acquisizione di Yahoo da parte di Verizon per la cifra di 4,48 miliardi di dollari. Obiettivo di Verizon è sfruttare l’enorme massa di dati di Yahoo e competere con i “big data” di Facebook. In Italia, infine, si segnala l’interessamento della cinese Yida International Investment, colosso dell’immobiliare e dell’energia, verso Esselunga. L’offerta ricevuta dalla famiglia Caprotti valorizza la società per 7,5 miliardi di euro, valore maggiore rispetto a quello offerto da fondi privati, pari invece a circa 5 miliardi di euro.

Il punto del mercato

Settimana mediamente negativa sui mercati finanziari: il nostro indice di Piazza Affari chiude con una perdita di circa l’1.3%, penalizzata dal comporto bancario (il FTSE Italia AllBanks perde l’2.5%) che soffre l’incertezza legata al piano di salvataggio per la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Sul mercato obbligazionario continua il momento di fiducia verso il nostro titolo decennale: rendimento in calo di 12 punti base, e conseguente calo dello Spread di 13 punti, ora a quota 170. Stabile il cambio euro/dollaro, mentre sono in calo di quasi il 2% le quotazioni del petrolio, su cui pesa il dato delle scorte di greggio degli Stati Uniti diminuite meno di quanto atteso dal mercato.

L’agenda della settimana

  • Europa. Per l’Eurozona saranno pubblicati i nuovi valori preliminari degli indici PMI dell’agenzia Markit, insieme al dato sulla fiducia dei consumatori del mese di giugno. In Francia è atteso il dato finale di crescita del PIL del primo quadrimestre dell’anno, insieme al valore della fiducia del settore manifatturiero del mese di giugno; saranno infine comunicati anche i valori preliminari dei PMI dell’agenzia Markit di giugno, che saranno anche rilasciati in Germania. In Italia da segnalare la comunicazione del saldo di conto corrente dello Stato e gli ordini industriali del mese di aprile.
  • USA. Anche dagli Stati Uniti saranno rilasciati i nuovi valori preliminari degli indici PMI dell’agenzia Markit; inoltre sarà comunicato il numero riguardante la vendita di case nuove ed esistenti del mese di maggio, e l’indicatore sull’andamento generale dell’economia (il Leading Index) atteso in crescita allo 0,4%, dal precedente 0,3%.
  • Giappone. Dal Giappone avremo la comunicazione del PMI preliminare del settore manifatturiero del mese di giugno. Inoltre sarà comunicato il valore dell’indice riguardante l’andamento dell’attività economica insieme al dato della bilancia commerciale del mese di maggio.
  • Emergenti. In Russia è atteso in crescita al 2,4% il valore della produzione industriale del mese di maggio, comunicato insieme al dato sul tasso di disoccupazione, le vendite al dettaglio e l’andamento del PIL, atteso in crescita stabile allo 0,5%.
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