Puntuale ogni lunedì la review dei mercati su Yellow Channel: scopriamo cosa è successo nel mondo economico e sui mercati finanziari la scorsa settimana e quali sono gli eventi importanti da segnare in agenda, attesi dagli investitori e dagli operatori di mercato.

Overview globale

Dagli Stati Uniti è sempre il Presidente Trump a fare notizia: nel suo primo discorso al Congresso, alleggerendo i toni delle ultime settimane, ha confermato l’intenzione di tagliare il gettito fiscale a carico delle imprese e investire (per 1000 miliardi di dollari) nelle infrastrutture del Paese. Nel mentre prosegue la corsa del Dow Jones che continua ad aggiornare il proprio “record” portandosi a quota 21mila punti, anche grazie alle parole della presidente della FED Janet Yellen che nell’ultimo incontro pubblico di venerdì (prima della riunione del 14/15 marzo) ha confermato la necessità di operare questo primo rialzo (di tre attesi per il 2017), dato il positivo andamento dell’inflazione e del mercato del lavoro, portando così le probabilità di questo evento al 96%. Per Credit Suisse, l’obiettivo di crescita del 3,5% è poco credibile, invece sembra più verosimile una crescita del 2.5% per i prossimi due anni.

Nell’Eurozona l’inflazione tocca la soglia target della BCE del 2% per la prima volta dal 2013, tuttavia questo dato è determinato principalmente dall’impennata dei prezzi alimentari ed energetici: infatti l’inflazione “core” (a cui la BCE presta particolarmente attenzione per le proprie decisioni di politica monetaria) è stabile allo 0.9%.

Come va il nostro Paese?

Settimana ricca di dati rilasciati dall’Istat che descrivono un’Italia a due velocità: nel mese di gennaio (merito anche di un Euro “più conveniente”)  sono aumentate le esportazioni verso i Paesi fuori dall’UE del 20% rispetto al 2016, mentre le importazioni trainate dal settore energetico sono aumentate del +72.5% (sempre su base annua). A febbraio, prosegue la risalita dell’inflazione che su base annua si porta all’1.5%, segnando così il maggiore aumento dal 2013, in linea con il dato rilasciato per l’Eurozona del 2%. Rivista al rialzo la crescita del PIL del 2016, a quota +1,0% (corretto per gli effetti di calendario), rispetto allo 0.8% precedente. Nota dolente il leggero aumento del debito pubblico, che si porta al 132.6% del PIL, insieme alla pressione fiscale stabile al 42.9%. Da segnalare anche il tasso di disoccupazione fermo all’11.9%, tra i più alti in Europa. Rimane lo scetticismo dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che, a causa del fragile contesto politico e bancario, stima una crescita per il 2017 e il 2018 inferiore all’1%. Infine riprende forza il mercato immobiliare: nel 2016 gli immobili compravenduti sono aumentati del +18%, il valore più alto dal 2011.

News dalle società

Debutto in borsa per Snapchat, il social network del “fantasmino”, che dopo la positiva riuscita dell’IPO, nel primo giorno di contrattazione ha chiuso in rialzo del 44%, con un capitalizzazione di 33 miliardi, portandosi così nella “top ten” delle società tecnologiche americane. Risultato raggiunto nonostante i timori sulla sostenibilità del business dell’azienda californiana, i cui competitor (Facebook in primis) ne minano le potenzialità.

In Italia ENI ha chiuso il bilancio 2016 con una perdita netta per 1.46 miliardi di Euro, nonostante il positivo andamento del prezzo del petrolio, ancora tuttavia non a livelli tali da garantire marginalità per le società del settore energetico.

Il punto del mercato  

Mercati positivi questa settimana: la “maglia rosa” spetta a Piazza Affari, che in scia con i dati rilasciati dall’Istat, recupera le perdite di inizio anno e chiude la settimana con un chiaro +5%. Anche lo Spread “promuove” il nostro Paese, registrando un calo di 23 punti, a quota 177, a cui ha significativamente contribuito la “fuga” dal Bund (dopo gli acquisti della settimana scorsa) il cui rendimento si è alzato allo 0.35% e il contemporaneo ribasso del BTP al 2.12%. Cambio Euro/Dollaro USA stabile e l’oro, dopo i recenti rialzi, registra un calo del 2.3%: le parole della FED e i dati nell’Eurozona hanno contribuito a questi movimenti, “abbassando” la temperatura sui mercati, dove comunque rimangono le tensioni dovute al difficile contesto politico.

L’agenda della settimana

  • Europa: La Banca Centrale Europea comunicherà i nuovi dati sul REFI e sul tasso dei depositi, ossia le due basi dei tassi d’interesse. Sempre per l’Europa saranno pubblicati i dati sul PIL destagionalizzato. Dati importanti in arrivo per la Francia dove verrà pubblicata la produzione industriale e manifatturiera assieme ai dati sulla bilancia commerciale. In Spagna è tempo di conoscere i dati sul tasso di disoccupazione, inflazione e bilancia commerciale. Anche per la Grecia merita un colpo d’occhio con l’indice dei prezzi al consumo e la produzione industriale. In Inghilterra pubblicati i dati sulla produzione industriale, bilancia commerciale e produzione manifatturiera.
  • USA: In America è tempo di conoscere il livello di disoccupazione atteso in leggero miglioramento insieme ai dati sulla bilancia commerciale
  • Giappone e Emergenti: In Giappone sarà reso noto il dato sul PIL destagionalizzato e i dati sugli aggregati monetari M2 ed M3. In Brasile atteso il dato sul PIL e produzione industriale. In Russia invece toccherà all’inflazione e le riserve valutarie.

 

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