Puntuale ogni lunedì la review dei mercati su Yellow Channel: scopriamo cosa è successo nel mondo economico e sui mercati finanziari la scorsa settimana e quali sono gli eventi importanti da segnare sull'agenda, attesi dagli investitori e dagli operatori di mercato.

Overview globale

In occasione del meeting annuale della BCE, tenutosi in Portogallo, Mario Draghi ha (ancora una volta) confermato la ripresa della macchina economica dell’Eurozona. Ripresa accompagnata da nuove “spinte reflazionistiche che hanno sostituito le spinte deflazionistiche”, per usare le parole dello stesso Draghi. Il Presidente ha tuttavia sottolineato che la ripresa, per quanto presente, è alimentata dalla politica monetaria accomodante dell’Istituto di Francofortee che quindi deve essere valutata con “estrema prudenza”. Al momento “le spinte inflazioniste”, infatti, sembrano ancora legate a fattori ciclici e non a fattori durevoli, perciò qualsiasi decisione sull’eventuale “tapering” è da considerarsi prematura. Predica calma anche il Presidente della FED, Janet Yellen, che da Londra ha ribadito la volontà di operare un graduale” rialzo dei tassi, pronunciandosi inoltre in difesa della regolamentazione bancaria introdotta nel 2008, che il Presidente Trump vorrebbe invece cancellare.

Dal Fondo Monetario arriva una doccia fredda proprio per gli Stati Uniti: dopo aver definito come “difficilmente raggiungibile” il target di crescita del 3% promosso da Trump, sono state corrette al ribasso le stime di crescita del PIL per il 2017 (dal 2,4% al +2,1%). A pesare su questa valutazione troviamo (nuovamente) l’incertezza che aleggia intorno alla maxi riforma fiscale, ancora in attesa di approvazione da parte del Congresso. Tuttavia l’ultimo valore del PIL comunicato lo scorso venerdì ha sorpreso il mercato: l’economia americana è cresciuta dell’1,4% annualizzato nell’ultimo trimestre, battendo così le stime degli analisti che si aspettavano un dato intorno all’1,2%. Situazione opposta invece per l’Eurozona, dove l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha corretto al rialzo le stime di crescita del PIL: per il 2017 è attesa una crescita del 2%, rispetto al precedente 1,6% dello scorso marzo, e dell’1,7% per il 2018.

Dal fronte “Brexit”, il commissario europeo al bilancio Oettinger allerta l’intera Unione: “Nonostante lo sconto, la Gran Bretagna era un contribuente netto. I tagli saranno necessari, è impossibile fare finta di niente”. Infatti secondo i calcoli della Commissione, verranno a mancare al bilancio europeo circa 10/11 miliardi di euro ogni anno; da qui la necessità di rivedere il quadro finanziario europeo per il prossimo decennio.

Come va il nostro Paese?

Settimana ricca di comunicati da parte dell’Istat. Sono migliorati i dati relativi al commercio italiano verso i paesi extra europei, dove sia le importazioni che le esportazioni sono cresciute, rispettivamente del 4,3% e del 2,2%, rispetto al mese precedente. Migliorano anche i valori del mercato del lavoro: il tasso di occupazione dell’ultimo trimestre si è portato al 57,6%, in crescita dello 0.2% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia rimane ancora al di sotto dei valori pre-crisi, quando nel 2008 toccò il 58,8%. Anche dal lato del clima di fiducia si nota un lieve miglioramento, sia dal lato imprese che da quello delle famiglie, con gli indici che si portano rispettivamente a quota 106,4 (da 106,2) e 106,4 (da 105,4). Cresce anche il reddito delle famiglie, dell’1,5% rispetto al precedente trimestre. Confindustria ha alzato le stime di crescita del Pil all’1,3% per il 2017, rispetto alla precedente stima dello 0,8%. A contribuire a questo risultato troviamo un netto miglioramento sul fronte delle esportazioni e dal lato degli investimenti.

Dopo l’approvazione del Governo, arrivata la scorsa domenica, Intesa Sanpaolo ha ufficialmente rilevato le attività “sicure” di Veneto Banca e di Popolare di Vicenza, grazie anche allo stanziamento - pari a 17 miliardi di euro - da parte dello Stato.

News dalle società

Qualche mese fa toccò ad Apple finire sul taccuino del commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, ora è il turno di Google. Infatti la Commissione Europea ha multato, per la cifra record 2,42 miliardi di euro, la società americana colpevole di aver abusato della sua “forza online” (ndr. posizione dominante) col fine di promuovere maggiormente i suoi prodotti, a discapito di quelli dei concorrenti. Dagli Stati Uniti segnaliamo la conclusione della seconda tornata di stress test condotta dalla FED: per la prima volta dal 2007 tutte le banche oggetto dell’analisi hanno superato le prove imposte dall’Istituto.

In Germania è arrivata la quotazione in Borsa per Delivery Hero, società a cui fa capo Foodora, famosa per la consegna a domicilio dei pasti, con una valutazione da 4,4 miliardi di ero. Nuove quotazioni anche in Italia, dove è stato annunciato il prossimo ritorno alle contrattazioni su Piazza Affari per Pirelli. Secondo fonti vicine alla società dovrebbe essere quotato il 30% del capitale.

Il punto del mercato

Settimana negativa sulle principali piazze finanziarie mondiali, dove si segnala un generalizzato aumento della volatilità a seguito delle dichiarazioni mal interpretate di Draghi e della Yellen su possibili ritardi o accelerazioni nelle rispettive decisioni di politica monetaria. Il nostro indice chiude una settimana altalenante in territorio negativo. Sul fronte obbligazionario si segnalano forti movimenti sui rendimenti del titolo decennale tedesco e del nostro BTP: entrambi i rendimenti si segnalano in decisa risalita, di oltre lo 0,2%, sintomatico di una vendita generalizzata sui titoli obbligazionari dell’Eurozona. Dato il movimento omogeneo tra i due titoli di Stato, lo spread rimane stabile sui 167 punti. Sul fronte valutario l’euro chiude la settimana in deciso rialzo sul dollaro Usa, di circa il 2%, galvanizzato dalle parole del Presidente Draghi. Per le materie prime stabile l’oro, mentre il petrolio rimane molto volatile, recuperando le perdite della scorsa settimana.

L’agenda della settimana

Nella prima settimana del mese di luglio l’attenzione sarà rivolta ai valori degli indici PMI del settore manifatturiero, pubblicati sia per i Paesi Sviluppati sia per quelli Emergenti, utili ad inquadrare l’andamento del tessuto industriale dei rispettivi paesi. Da segnalare inoltre in Italia e negli Stati Uniti la comunicazione del valore del tasso di disoccupazione. L’Istat infine pubblicherà mercoledì la nota mensile sull'andamento dell'economia del mese di giugno

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