L’Italia cresce, anche se a fatica, ma continua a restare il fanalino di coda dell’Unione Europea. 
Dall’altra parte dell’Oceano il rialzo dei tassi da parte della Fed sembra sempre più vicino e intanto Apple supera i 133 dollari per azione, toccando un nuovo record.
Puntuale ogni lunedì la review dei mercati su Yellow Channel: scopriamo cosa è successo nel mondo economico e sui mercati finanziari la scorsa settimana e quali sono gli eventi importanti da segnare sull'agenda, attesi dagli investitori e dagli operatori di mercato.

L’Italia, seppur con fatica, cresce

L’ultimo dato del PIL (dato relativo al quarto trimestre 2016 annualizzato e corretto per i fattori stagionali) segnala una progressione dell’1% rispetto al 2015 (1% vs 2%). Nel mentre l’OCSE rivede le stime di crescita per il nostro Paese, portandole all’1% anche per il 2017 e attendendosi un calo del debito al 132.7% del PIL. Secondo le ultime stime della Commissione Europea la crescita italiana è tra le più basse d’Europa.

Da segnalare il via libera ricevuto dalla Camera all'attuazione del decreto “salva-risparmio” con cui verranno stanziati 20 miliardi per le ricapitalizzazioni necessarie al sistema bancario, in modo da procedere con il successivo smaltimento dello stock di crediti deteriorati.

Il rialzo dei tassi della Fed sembra sempre più vicino

La probabilità che la Fed alzi i tassi entro l’estate è sempre più alta, in virtù delle ultime parole del Fed Chairman. Il presidente Janet Yellen ha dichiarato: “sarebbe imprudente attendere troppo a lungo per alzare nuovamente i tassi d’interesse ed attuare così una politica restrittiva”. Le attese per il rialzo alla prossima riunione di marzo si attestano intorno al 57%.

C’è chi sale e c’è chi scende

Apple batte un nuovo record, il prezzo per azione supera i 133 dollari per azione. Sui mercati si parla di una possibile acquisizione di Opel da parte dei francesi di Peugeot.  In Giappone da segnalare il crollo di Toshiba a seguito di un’importante svalutazione dell’attività nucleare svolta negli USA e che ha portato alle dimissioni il presidente della società: gli analisti si attendono una perdita di circa 6 miliardi di euro. Twitter ha chiuso il quarto trimestre con un rosso di quasi 170 milioni di dollari. I conti deludenti fanno affondare il titolo, che perde in Borsa quasi il 10%.

Come sono andati i mercati?

Per la seconda settimana consecutiva i mercati azionari tengono nonostante la Fed pronta ad alzare i tassi d’interesse: l’indice americano S&P 500 si avvia in chiusura di settimana con un nuovo record storico, superando i 20mila miliardi di capitalizzazione. L’Europa insegue il resto del mondo, ed il FTSE Mib si accoda anche se le previsioni della Commissione Europea sono poco lusinghiere.

In linea con uno scenario di graduale accelerazione dell’attività economica, salgono i rendimenti e quindi soffrono le obbligazioni. Il cambio Euro/Dollaro USA è rimasto stabile rispetto alla settimana scorsa: le parole della Yellen in merito ad un possibile rialzo già a marzo non hanno pesato sulla valuta americana.


L’agenda della settimana

  • Europa: dati importanti in uscita la prossima settimana per la zona euro. In agenda è previsto il rilascio dei numeri relativi all'indice PMI, ovvero l’indice dei direttori agli acquisti, sia del settore manifatturiero che di quello dei servizi. Il dato sarà molto utile per capire se l’economia europea sta rallentando oppure prosegue il suo periodo di espansione. Un altro appuntamento di rilievo è la pubblicazione del dato relativo all' inflazione del mese di gennaio. In Germania c’è attesa per la pubblicazione dei numeri del Pil del quarto trimestre del 2016 e dell’indice IFO sulla fiducia delle aziende tedesche, locomotiva dell’economia europea.
  • USA: i dati di rilievo per la prossima settimana sono quelli del settore real estate, ed in particolare i numeri relativi alla vendita di case nuove e di abitazioni esistenti. In agenda anche l’indice di fiducia del Michigan e l’indice PMI.
  • Giappone e Emergenti: tempo di conoscere il PMI anche per il Giappone; sarà pubblicato infatti il dato preliminare di febbraio. La Banca centrale del Brasile prenderà le proprie decisioni di politica monetaria.

 

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