Il 2016 non è iniziato nel migliore dei modi.

L’intensità e la frequenza dei cali di mercato di questi giorni rievoca inevitabilmente le brutte giornate del 2011, quando scoppiò la crisi della zona euro. Questa volta, però, sotto pressione non ci sono più i Paesi Periferici euroepei (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia) bensì il Paese che pesa da solo per il 17% del PIL mondiale: la Cina.

Per alcuni analisti, il mercato è entrato in una fase prolungata di ribassi (Bear market) che segnerà le performance dei portafogli per tutto l’anno.



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