Quanto può valere una catena di supermercati “bio”? Secondo Amazon 13,7 miliardi di dollari.

È questa infatti la cifra monstre con cui il colosso di Seattle ha completato l’acquisizione di “Whole Foods Market”, un gruppo con oltre 460 supermercati biologici sparsi tra il Canada, Stati Uniti e il Regno Unito.

Un’acquisizione che contribuisce ad ampliare ulteriormente l’impero di Amazon, società nata come semplice rivenditore di libri online nel 1994, e che oggi si presenta come un vero e proprio gigante mondiale dell’e-commerce con partecipazioni e acquisizioni in diversi settori. L’azienda di Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato, nel corso di questi 23 anni ha infatti seguito un processo di evoluzione estremamente eterogeneo, diversificando e ampliando la propria attività come mostra il grafico sottostante, per un totale di circa 20 miliardi di dollari di acquisizioni (ad oggi).

Tuttavia il mercato online iniziava ad essere limitato per Amazon e negli ultimi mesi si stavano facendo sempre più intense le indiscrezioni di un interessamento verso il mondo “reale e fisico” dei supermercati, in modo da ampliare il proprio raggio di azione. Queste indiscrezioni sono state confermate lo scorso 16 giugno quando è stata annunciata la conclusione della maxi operazione, una scelta che Bezos ha così commentato:

Milioni di persone amano Whole Foods Market perché ci trovano il miglior cibo organico e naturale e si divertono a mangiare in modo salutare

A sancire il tutto è arrivata anche la dichiarazione dell’amministratore delegato dei supermercati biologici, John Mackey, che ha confermato come “questo accordo rappresenta un’opportunità per massimizzare il valore degli azioni di Whole Foods, e allo stesso tempo allarga la nostra missione, quella di portare massima qualità, esperienza, convenienza e innovazione ai nostri clienti”. Whole Foods, infatti, continuerà ad operare con il proprio marchio, seppur rientrando nelle operazioni dell’impero targato Amazon.

Inoltre, ad osservare il premio pagato da Bezos per concludere l’acquisizione, è evidente come sia stato effettivamente “massimizzato il valore degli azionisti di Whole Foods”: Amazon ha infatti pagato il 27% in più per ogni singola azione rispetto all’ultimo valore disponibile di borsa, decisione che ha comportato un aumento vertiginoso delle quotazioni, da 33 dollari per azione ai 42 dollari post annuncio. Un’operazione realizzata sia tramite la liquidità disponibile nelle casse di Amazon, sia attraverso un prestito ponte da un gruppo di creditori privati.

I perché dietro questa acquisizione li possiamo dedurre da entrambe le società coinvolte. Dal lato Whole Foods, il calo dei ricavi degli ultimi trimestri ha evidenziato la necessità di ampliare gli orizzonti anche nel mondo “online”. Amazon, invece, sentiva la necessità di affacciarsi al commercio fisico, che spera di conquistare grazie ai 460 punti vendita di Whole Foods. In questo modo, Amazon, spera di utilizzare questi punti vendita come centri di stoccaggio per il servizio “Prime”, oltre ad aumentare l’offerta con prodotti biologici estremamente apprezzati. Per molti osservatori del settore, con questa operazione, Amazon manifesta chiaramente l’intenzione di voler diventare un player mondiale della grande distribuzione, sia nella versione online che in quella tradizionale.

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