Sembrano ormai distanti quei giorni di fine settembre 2015, quando la Environmental Protection Agency (EPA) Americana aprì un’inchiesta nei confronti del gruppo Volkswagen, dopo aver scoperto che i dati dei test sui livelli di emissione inquinanti prodotte dalle autovetture con motori diesel, tra cui alcuni modelli di Audi e Volkswagen, venivano appositamente manipolati da un software.

Subito su internet iniziarono ad apparire i primi hastag dedicati #Dieselgate e #VWgate.

Cosa è successo ai conti del colosso tedesco a 7 mesi dallo scandalo?

Il gruppo automobilistico con sede a Wolfsbourg ha deciso di raddoppiare le proprie stime dei conti che dovrà pagare per cercare di risolvere lo scandalo delle emissioni. 16,2 miliardi di euro, è questa la cifra che dovrebbe servire per coprire i costi del #Vwgate, rappresentando in questo modo la perdita più grande mai registrata dalla casa tedesca. Si tratta di stime, il CEO Matthias Mueller ha chiarito che non è ancora possibile indicare una cifra certa e precisa (fonte Reuters).

Lo scorso giovedì è stato raggiunto un accordo iniziale con le autorità americane che dovrebbe prevedere, secondo le ultime indiscrezioni, il riacquisto o la riparazione di circa mezzo milione di autovetture oggetto dell’indagine (fonte Reuters). L’accordo dovrebbe essere reso noto nei dettagli e formalizzato nelle prossime settimane.

Stando all’ultimo bilancio del 2015 il gruppo automobilistico ha una liquidità netta di 24,5 miliardi di euro ed è anche forte di questo dato che Mueller ha affermato che non ci sarà nessun taglio dei posti di lavoro e che Volkswagen sarà in grado di risalire la china nonostante il difficile contesto economico. Grazie a questo elevato ammontare di liquidità netta, anche con il raddoppio dei costi a causa del dieselgate, il rating del gruppo tedesco rimane invariato ad A3 per Moody’s (fonte Reuters). A farne le spese è stato soprattutto il dividendo delle azioni privilegiate che è sceso a 0,17 euro per azione ed è il valore più basso dal 2000 (fonte Bloomberg).

Le previsioni per il 2016 non sono delle più rosee

Per l’anno in corso il gruppo prevede una crescita piatta delle consegne ed un calo dei ricavi nell’ordine del 5%. Lo scandalo dieselgate ha avuto inevitabilmente anche degli effetti sulle quote di mercato del gruppo. Nel primo trimestre del 2016 le immatricolazioni, a livello di quota di mercato, sono scese al 23,4% dal 24,4 dello stesso periodo dell’anno precedente e questo rappresenta il peggior periodo dal 2011 (fonte Bloomberg). Per avere ulteriori dettagli sugli impatti che il dieselgate ha avuto sui conti del primo trimestre bisognerà aspettare il prossimo 31 maggio.

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