L’appuntamento delle trimestrali è sempre un evento atteso: da un lato le aziende rendono noti i propri conti e cercano di illustrare le proprie previsioni per il futuro, dall’altro gli investitori sono carichi di attese, sia per i conti del trimestre appena passato che per quelli futuri. E come sempre, quando le attese vengono disilluse, il mercato reagisce in modo nervoso.

È il caso di Netflix, la piattaforma di streaming on-demand, che a mercati chiusi ha pubblicato lo scorso 18 aprile i propri conti per il primo trimestre dell’anno.

Nata nel lontano 1997 come distributore di dvd in abbonamento, la società ha cambiato rapidamente il proprio modello di business, diventando a tutti gli effetti un leader nella produzione dei contenuti video online. L’azienda è presente in ben 130 Paesi ed ha una community di 81 milioni di abbonati (fonte Netflix).

Come è andato il primo trimestre 2016?

La società con sede a Los Gatos ha riportato ricavi in salita del 24%, per un ammontare pari a 1,96 miliardi di dollari, un dato lievemente in calo rispetto alle stime degli analisti, che prevedevano una cifra pari a 1,97 miliardi di dollari (fonte Bloomberg). Scorrendo il bilancio si arriva ad una delle voci più importanti, quella degli utili aziendali. Il valore, pari a 27,6 milioni di dollari, è cresciuto del 16% rispetto allo stesso periodo di un anno fa e, con un utile per azione pari a 6 centesimi di dollaro, sono state battute le previsioni degli analisti, che stimavano il valore a 4 centesimi di dollaro. (fonte Bloomberg). Fin qui tutto bene.

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La reazione dei mercati.

I numeri della trimestrale di Netflix sono buoni, eppure, prima della pubblicazione dei conti (lunedi 18), il titolo aveva chiuso a -2,8% a 108,4 dollari per azione. E alla riapertura del martedi aveva messo a segno un secco -10%, un tonfo che ha portato il titolo sotto la soglia dei 100 dollari per azione (97,4) per poi chiudere la giornata di Borsa a 94,34 dollari per azione (-12,97%).

Perchè una reazione così negativa?

La ragione è semplice: agli investitori non è piaciuto l’outlook per il prossimo trimestre. Infatti, Netflix per il secondo trimestre si aspetta una crescita di 2,5 milioni di abbonati, dei quali mezzo milione “made in USA”. Tale valore è in forte ribasso rispetto alle stime degli analisti, che vedevano invece un valore medio pari a 3,45 milioni. Gli utili sono previsti in calo a 2 centesimi per azione (fonte Bloomberg).

Reed Hastings, al timone della compagnia, ha messo le mani avanti dicendo che è normale che la crescita possa risentire di qualche rallentamento e, soprattutto, che una forte risposta, come quella avuta in passato da Australia e Nuova Zelanda, è difficile da pareggiare. La competizione inoltre si sta facendo sempre più forte: anche Amazon lancerà il proprio service di video streaming.

Quest’anno Netflix spenderà una cifra che ammonta a cinque miliardi di dollari sulla propria programmazione, più di ogni network televisivo statunitense, e per fare ciò inevitabilmente aumenterà il canone mensile. Bisognerà vedere la reazione dei clienti.

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