Doveva essere la fusione più grande della storia del settore healthcare. I due colossi del settore farmaceutico, Pfizer (nota per il Viagra) e Allergan (famosa per il Botox), erano vicini a raggiungere un’intesa per la fusione che avrebbe creato il più grande colosso del settore in termini di vendite eppure c’è stato un dietro front.

Cosa è successo?

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha deciso di mettere in atto una serie di regole per scoraggiare quelle operazioni finanziarie che favoriscono lo spostamento del domicilio fiscale all’estero, le cosiddette “inversioni fiscali”. Siccome, con la fusione, il quartier generale della nuova società avrebbe avuto sede fiscale in Irlanda, casa di Allergan e Paese molto più accogliente da un punto di vista fiscale, Pfizer ha deciso di ritornare sui suoi passi.
Da qui nasce la separazione delle strade tra le due società, e come tutte le separazioni esiste anche un costo annesso che, secondo Bloomberg, ammonta a 150 milioni di dollari. Questa è, infatti, la cifra che Pfizer pagherà ad Allergan a titolo di rimborso per le spese della transazione fallita.

Quali saranno le prossime mosse delle due società?


Il CEO di Allergan non è sembrato particolarmente sopreso dell’evoluzione finale, dichiarando che erano ben preparati alla rinuncia da parte di Pfizer e che da parte loro continuerà sul mercato la ricerca di attività interessanti che possano completare e dare uno stimolo alla crescita della società.
La rinunciataria Pfizer ha invece affermato che deciderà entro fine anno se portare a termine un operazione di spin-off: ovvero separare il ramo d’azienda focalizzato allo sviluppo di nuovi farmaci da quello invece dedito alla vendita di farmaci già esistenti. Sulla base di queste dichiarazioni, sembra che l’ipotesi di un nuovo partner con sede in un altro Paese sia ormai esclusa.
L’introduzione di queste nuove leggi hanno inferto un duro colpo al mercato delle fusioni ed acquisizioni coinvolgendo anche i player che svolgono funzioni di advisory, in ballo ci sono 600 milioni di dollari di commissioni che riguardano i prossimi sette deals di inversione fiscale (fonte Reuters).

 

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