Abbiamo visto come la finanza comportamentale metta a fuoco la dimensione psicologica all’interno della classica teoria finanziaria. In parole molto semplici come molto spesso le nostre decisioni, anche nell’ambito degli investimenti, siano il frutto di una serie di input irrazionali.

L’andamento di un investimento e le possibili reazioni

Guardate un po’ il grafico seguente. È la rappresentazione grafica ed esemplificativa della dinamica di un investimento e delle possibili reazioni dell’investitore a seconda dell’andamento del mercato. Vi riconoscete?

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Questo è un esempio un po’ scherzoso, di come le persone siano portate a tornare troppo spesso a ripensare alle decisioni prese. Anche quando si parla di finanza e dei propri investimenti. Non stiamo dicendo che una scelta di investimento debba essere immutabile, o impulsiva, anzi deve essere ponderata e razionalizzata. È solo che rimuginare troppo su una decisione, specie se è già stata presa può farci prendere una direzione sbagliata.

E qual è il risultato di tutto questo? Semplice, si prendono decisioni che non sarebbero state prese se si fosse considerato un orizzonte temporale di lungo periodo. Anziché seguire una lunga rotta ben tracciata, si cambia continuamente direzione. Sbagliando.

Definiamo il concetto di myopic loss aversion

Gli investitori hanno infatti la tendenza a soffrire di quella che viene chiamata la myopic loss aversion (c.d. avversione miope alle perdite): sono preoccupati dagli effetti negativi delle perdite molto più di quanto siano attratti dai benefici di un potenziale guadagno. Di conseguenza tendono a trascurare le prospettive di lungo termine e a ragionare invece in ottica di breve periodo, il che li porta ad avere una visione temporale dell'investimento molto ristretta.

Questo elemento differenzia un investitore razionale da un investitore emozionale ed istintivo; l’investitore razionale considera adeguatamente infatti l’intera durata dell’investimento. È abbastanza prevedibile che prima o poi, dopo una serie di ribassi, i prezzi ad un certo punto tenderanno a salire. L’investitore che soffre di myopic loss aversion spesso si spaventa subito delle perdite, smobilizza l’investimento e perde le opportunità offerte nel lungo termine.

Dunque, il concetto di tempo viene completamente dimenticato dall’investitore e il fatto di non riuscire a reggere la perdita da un punto di vista emotivo prende il sopravvento.

Market timing ed overconfidence bias

Un’altra tipica “trappola” in cui incappa l’investitore è il c.d. overconfidence bias,  tipico di chi tende a sovrastimare le proprie conoscenze e le proprie capacità di previsione e valutazione. La continua ricerca del market timing perfetto, espressione di questo tipo di “bias”, può indurre a movimentare eccessivamente l’investimento – spesso sbagliando – nella convinzione di comprare prima di un rialzo e di vendere prima di un ribasso anticipando i movimenti di mercato.

Dobbiamo quindi ricordare che il nostro investimento è legato a doppio filo con il concetto di tempo. È un fatto innegabile e, nelle passate lezioni di You Finance, abbiamo visto come l’orizzonte temporale sia una variabile molto importante da conoscere.

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