Andiamo subito dritti al punto: è impossibile prevedere come andranno i mercati finanziari. Quando guardiamo all'andamento passato di un titolo o di un fondo comune di investimento è troppo facile dire ‘avrei comprato qui’, oppure ‘avrei venduto là’. Ma l’andamento futuro di un titolo, o di un indice, è tutt'altro paio di maniche: non è prevedibile, perché ci sono in ballo talmente tante incognite che si tratta di un'equazione impossibile da risolvere.
Ma qualcosa si può fare, per migliorare la qualità dei propri investimenti: diversificare.

Guardate questa vignetta. Si tratta di un’esemplificazione:

Consideriamo due asset rischiosi non correlati tra loro. La vignetta, che illustra l’ipotetico andamento della performance dei due asset presi singolarmente e di un portafoglio con entrambi gli asset, mostra in modo intuitivo come concentrare tutte le risorse finanziarie in un unico investimento (o asset) non sia proprio la miglior mossa che si possa fare per il proprio portafoglio. Proprio per questo motivo che dobbiamo imparare a diversificare i rischi.

CHE COS'E' LA DIVERSIFICAZIONE

La diversificazione è un principio alla base della costruzione e dell’equilibrata gestione di un portafoglio di investimento. Concretamente, e in modo assai semplificato, diversificare significa ripartire il capitale a disposizione in una varietà di investimenti, con l’idea (e la speranza, normalmente ben riposta se si fanno le cose per bene) che non tutti vadano male contemporaneamente.

Il concetto di diversificazione va a braccetto con il concetto di correlazione, ovvero con l'attitudine di due o più investimenti di muoversi nella stessa direzione. Più gli investimenti sono decorrelati tra di loro e maggiore è il beneficio della diversificazione. Basta solo che la correlazione sia inferiore all'unità per iniziare ad avere una diversificazione di portafoglio. 
La vignetta precedente mostra proprio questo, ovvero che il principale beneficio della diversificazione consiste nel ridurre il rischio di cattive performance (e quindi attenuare i picchi negativi che un titolo può avere nel suo corso di vita), senza danneggiare la potenzialità del portafoglio.

COME E' POSSIBILE METTERE IN PRATICA LA DIVERSIFICAZIONE?

Dopo aver delineato il concetto di diversificazione è utile capire come questo possa essere realizzato concretamente. Partiamo dalle basi: poca diversificazione è meglio di una diversificazione nulla. In altre parole è sempre meglio ripartire i rischi, anche se l’effetto di questa suddivisione è contenuto. E questo è possibile effettuarlo utilizzando le diverse classi di attivo presenti, soprattutto quelle che nelle situazioni di stress dei mercati finanziari si comportano generalmente in controtendenza con altre, come per esempio oro, titoli di Stato e strumenti di mercato monetario.

Attenzione però. Il troppo, come si dice, stroppia. Non bisogna infatti esagerare con la ripartizione dei rischi. Avere troppe attività all'interno di un portafoglio non serve a molto: si rischia di disperdere le buone idee presenti ed appiattire i risultati. In questo possono essere d'aiuto i fondi comuni di investimento, che racchiudono in un unico strumento finanziario numerosi titoli e consentono di  poter investire in una determinata asset class semplificando così l’attività di diversificazione del portafoglio stesso. Curiosi di approfondire la conoscenza sui fondi comuni di investimento? Qui troverete una la lezione che vi spiegherà l’abc dei fondi comuni di investimento

AdviseOnly

Hai capito tutto?

Mettiti alla prova con i nostri quiz