Tutte le nostre scelte, siano esse legate al mondo degli investimenti oppure no, sono guidate non solo da componenti razionali, ma anche da componenti non razionali. In altri termini, in parte prendiamo decisioni utilizzando elementi pratici ed analitici, in parte ci lasciamo influenzare dall’emotività o da fattori esterni non significativi da un punto di vista logico-razionale.

Oggi approfondiamo due particolari bias cognitivi, che prendono il nome di Status Quo Bias e Home Bias. Che cosa sono i bias cognitivi? Sono molto semplicemente delle distorsioni del nostro giudizio; influenzano i nostri comportamenti e, incosciamente, ci possono indurre a commettere degli errori. Anche in una materia analitica come la finanza, infatti, gli aspetti emozionali possono avere un impatto sulle nostre scelte.

Che cos’è lo Status Quo Bias?

Avete mai notato che molto spesso tendiamo a rimandare le decisioni importanti, finquasi a raggiungere la data di scadenza? Oppure, dal momento che siamo molto più sensibili ad una perdita rispetto che ad un guadagno, questo ci porta incosciamente a scegliere la nostra condizione attuale anziché un’alternativa che può creare una perdita di valore? Abbiamo paura del cambiamento e restiamo fermi nella nostra certezza (lo status quo per l’apppunto). Si parla di bias, cioè “distorsione”, dal momento che rappresenta un nostro comportamente non razionale che porta ad errori.

Esiste un famoso esperimento, condotto dagli statistici Samuelson e Zeckhauser, nel quale sono stati esaminati due gruppi di soggetti. Il primo gruppo riceve un’eredità di soli contanti; nel prendere in considerazione varie opzioni di investimento, questi difficilmente vengono investiti in titoli azionari. Invece il secondo gruppo, che riceve l’eredità sia in contanti che in titoli azionari, è molto più portato a investire nel mercato azionario. Questo dimostra che domina lo status quo, ovvero la situazione corrente.

In altre parole, siamo portati ad accettare un’opzione di investimento “di default”, senza pensare alle possibili alternative, per evitare di pentirci in futuro di aver lasciato la strada vecchia per quella nuova.

Questo può avere ripercussioni anche sul nostro portafoglio. A causa dello Status Quo bias siamo portati a non guardare con attenzione ad opportunità d’investimento che invece possono risultare interessanti. Si pensi ad esempio alla previdenza complementare; il fatto che l’orizzonte temporale sia particolarmente lungo e con molte variabili che potrebbero cambiare nel tempo ci porta a non considerarlo una valida alternativa... e come abbiamo visto nelle precedenti lezioni di YouFinance potremmo pentirci di questa scelta in futuro.

Che cos’è l’Home Bias?

Una particolare forma di Status Quo Bias è l’Home Bias. Che cosa significa? Significa preferire investimenti geograficamente vicini a noi. E questo perchè riteniamo di comprenderli meglio, oppure perchè siamo legati ad essi emotivamente. Tutti noi conosciamo molti titoli di società italiane quotate a Piazza Affari, mentre i titoli delle aziende straniere ci sembrano avvolti dal mistero...e, come abbiamo visto prima, l’incertezza e la non chiarezza ci porta a rimanere nella nostra condizione di fatto.

Una particolare forma di Home Bias è rappresentata dal fatto che molte persone tendono, per un senso di affetto e di appartenenza, ad investire nell’azienda per la quale lavorano. Ma concentrare il proprio portafoglio su questi titoli è una scelta pericolosa, che viola il principio di diversificazione. In casi molto ecclatanti, come quelli di Enron e Worldcom: i dipendenti, spinti dal senso di appartenenza, avevano gran parte dei loro asset nelle  aziende per cui lavoravano; dopo il fallimento si sono inevitabilmente trovati senza posto di lavoro ma anche senza risparmi.

È evidente che si tratti di un bias: secondo i principi base della diversificazione di portafoglio occorre investire in diversi fattori di rischio, scegliendo strumenti finanziari diversificati per settore, area geografica e rischio.

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