Vi piacerebbe vivere da anziani con un tenore di vita inferiore a quello che avete oggi?

Se la risposta è “ no”,  allora è consigliabile iniziare quanto prima ad investire per la pensione.

Abbiamo già spiegato l’importanza di investire per la pensione.

In sintesi, la questione è la seguente: al termine dell’attività lavorativa, chi ha versato regolarmente i  contributi previdenziali riceve la pensione obbligatoria dall’INPS. Invece, i contributi versati dai lavoratori in attività vengono utilizzati per pagare le pensioni.

Lo stesso potrebbe succedere in Italia come conseguenza delle preoccupanti dinamiche demografiche della nostra popolazione, che invecchia sempre più. Infatti, secondo l’ISTAT la proiezione del rapporto tra la popolazione in età da pensione e quella in età da lavoro è in drastico peggioramento nei prossimi decenni. Con l’attuale trend demografico, nel 2052 circa il 60% della popolazione italiana sarà anziana e non lavorerà. E allora, come farà il 40% della popolazione a guadagnare abbastanza per pagare la pensione al restante 60%?

La pensione INPS, il “primo pilastro” della previdenza sarà dunque sempre meno capace di assicurare un adeguato tenore di vita e le pensioni degli italiani si ridurranno in termini reali (diminuirà il potere d’acquisto dei pensionati).

Cosa fare allora? Si può ricorrere alla previdenza integrativa, cioè i fondi pensioni chiusi o aperti – il “secondo e il terzo pilastro” – oppure a un piano di risparmio personale, secondo la logica dei Conti Mentali.

Le persone tendono a ragionare frazionando il proprio patrimonio in tanti conti (i “Conti Mentali”), ciascuno con un obiettivo ben definito: un portafoglio pensato per integrare la propria pensione potrebbe essere una buona pratica. Potrebbe anche costituire un’ulteriore integrazione delle citate forme previdenziali: potremmo definirlo il “quarto pilastro”.

Quali sono le caratteristiche di un portafoglio per accumulare capitale per la pensione?

Orizzonte temporale

Un portafoglio per integrare la pensione è indicato sicuramente per i più giovani, ma anche per i risparmiatori meno giovani che hanno ancora 7-10 anni di vita lavorativa, in tal modo potrebbero usufruire dei premi al rischio degli attivi rischiosi, cioè l’extra-rendimento potenziale rispetto a obbligazioni a breve termine.

L’orizzonte temporale lungo serve a:

  1. sfruttare al meglio i premi al rischio reali (cioè al netto dell’effetto erosivo dell’inflazione) offerti da molti attivi, volatili nel breve termine ma più stabili nel lungo termine;
  2. ridurre il rischio, perché il tempo tende a smussare gli effetti delle oscillazioni di breve termine; per esempio, su base storica (utilizzando i dati storici dal 1969 a oggi dell’indice MSCI World, di fonte Bloomberg), il rischio di ottenere rendimenti negativi in un anno è superiore al 30%, dopo 10 anni la probabilità scende al 10% circa, mentre dopo 30 anni precipita all’1,5%;
  3. far lavorare la legge di capitalizzazione composta dei rendimenti, legata al fatto che i guadagni vengono via via reinvestiti, con risultati che possono rivelarsi sorprendenti.

Facciamo un esempio. Ipotizziamo per semplicità un investimento che rende con certezza il 4% all’anno (ovviamente nulla rende con assoluta certezza il 4%, è solo un esempio) al netto delle tasse.

Ora, immaginiamo di investire 10mila euro per un anno: alla fine del periodo il capitale sarà diventato 10.400 euro. Niente di che esaltarsi.

Immaginiamo adesso di investire alle stesse condizioni, ma questa volta per 10 anni: il capitale finale passa da 10mila a 14.802 euro. La cosa si fa più interessante.

Facciamo ancora un passo in là nel tempo, e immaginiamo di investire per 40 anni: i 10mila euro diventano oltre 48mila, quasi quintuplicati. Come vedete, con il tempo la legge di capitalizzazione composta fa sì che il capitale aumenti a ritmi crescenti.

Asset allocation diversificata

La ripartizione tra le varie classi d’investimento deve essere sufficientemente varia. In particolare, occorre che vi sia una prudente diversificazione dei principali fattori di rischio a lungo termine sopportati dal portafoglio, cioè rischio mercato (generale), rischio default degli emittenti obbligazionari, rischio geo-politico, rischio d’erosione da inflazione.

L’esatta scelta dell’asset allocation dipende dal proprio profilo di rischio ma, indicativamente, la quota di investimenti azionari dovrebbe essere tanto più grande quanto più lungo è l’orizzonte temporale. Infatti, se il vostro orizzonte temporale è di ampio respiro, siete nella condizione di sfruttare al massimo il potenziale dell’investimento azionario, mitigando l’impatto dei rischi connessi.

Utilizzo prevalente di strumenti finanziari ad accumulazione

Tali strumenti non pagano al risparmiatore dividendi e cedole, ma li reinvestono automaticamente, così si permette alla legge di capitalizzazione composta dei rendimenti di lavorare al meglio. Quindi meglio scegliere prodotti ad accumulazione di proventi.

Buona capacità di smobilizzo dell’investimento

La vita è purtroppo ricca di incertezze e potrebbe essere necessario disinvestire improvvisamente per far fronte a un’emergenza. In tal caso, si devono poter smobilizzare gli investimenti in tempi rapidi e con costi contenuti.

I versamenti periodici vanno benissimo: accumulare il capitale, investendo gradualmente nel tempo tramite PAC non cambia il fine ultimo, non cambia la durata dell’investimento, cambia solo le modalità. Anzi, svincola psicologicamente dalla ricerca del perfetto market timing.

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