Tempi duri possono arrivare anche per chi investe in obbligazioni. Negli ultimi mesi, ad esempio, il rendimento delle obbligazioni governative tedesche decennali (Bund) è risalito superando il 10 giugno 2015 l’1% per la prima volta da settembre 2014, per poi riscendere successivamente, mentre il giorno successivo il tasso d’interesse del bond decennale USA andava a sfiorare un rendimento del 2,5% (fonte Bloomberg).

Nemmeno i titoli di Stato italiani sono sfuggiti a questo sell-off globale. Il rendimento del BTP decennale è infatti passato dal minimo di 1,03% del 12 marzo al 2,72% del 29 giugno 2015, per poi ridiscendere su livelli più contenuti.

E probabilmente non è finita qui. Lo spazio di risalita dei rendimenti delle obbligazioni è infatti ancora ampio, dopo le eccellenti performance degli anni passati, e le occasioni per innescare oscillazioni nei tassi d’interesse non mancano. E così come ha dichiarato Mario Draghi, presidente della BCE, i risparmiatori dovranno abituarsi alla maggiore volatilità dei bond

Le incognite sulla crisi greca e le elezioni in Spagna non possono che aggiungere rischi di “contagio” e violente risalite dei rendimenti delle obbligazioni dei Paesi Periferici dell’eurozona.

Bisogna pertanto prepararsi. E allora, quali conseguenze può avere un rialzo dei tassi sui rendimenti dei BTP? Lo si vede in questa tabella di valutazione dell’impatto dei rialzi dei tassi d’interesse sui BTP (calcolo effettuato utilizzando il concetto di duration modificata[1]).

Leggere questa tabella è semplice: ipotizzando un dato aumento del tasso d’interesse (colonna di sinistra), trovate la corrispondente variazione percentuale del prezzo (colonne di destra) ovvero l’impatto sulla performance per vari BTP  benchmark, considerando le scadenze canoniche (ovvero 2, 5, 10 e 30 anni).

Variazioni di prezzo dei bond (in %) a seguito di shock sui tassi d’interesse
(Dati Bloomberg, elaborazione AdviseOnly)

Shock sui tassi
 d’interesse

BTP 2 anni

BTP 5 anni

BTP 10 anni

BTP 30 anni

0,10%

-0,20%

-0,50%

-0,90%

-1,90%

0,25%

-0,50%

-1,20%

-2,30%

-4,80%

0,50%

-0,90%

-2,40%

-4,50%

-9,50%

0,75%

-1,40%

-3,60%

-6,80%

-14,30%

1,00%

-1,80%

-4,80%

-9,10%

-19,10%

1,50%

-2,70%

-7,20%

-13,60%

-28,60%

2,00%

-3,60%

-9,50%

-18,10%

-38,10%

 

Volete qualche esempio pratico di come utilizzarla?

In caso di aumento dei tassi d’interesse dell’1% (quinta riga) per l’intera curva dei tassi governativi italiani (quello che viene chiamato “shock parallelo”), il prezzo del BTP a 2 anni scenderà dell’1,8%.

Questa tabella funziona (approssimativamente) anche al contrario: perciò, se pensate che i tassi scendano dell’1%, non dovete far altro che cercare il risultato corrispondente per il BTP di vostro interesse e cambiare di segno la performance (ottenendo, ad esempio, +19,1% per il trentennale).

Infine, la tabella fornisce indicazioni valide anche per obbligazioni di altri Paesi dell’eurozona, con risultati lievemente peggiori se le cedole sono più basse, come ad esempio in Germania, e lievemente migliori se invece le cedole sono più elevate.

 

[1] La variazione di prezzo di un’obbligazione si può approssimare (utilizzando quella che in matematica è nota come espansione in serie arrestata al prim’ordine) come: Duration modificata x variazione del tasso d’interesse. Si tratta di una delle formule fondamentali per chi si occupa di mercati finanziari e obbligazioni.

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