Quando ci avviciniamo al mercato finanziario è inevitabile essere presi un po’ dallo smarrimento. L’incertezza domina sempre le nostre scelte e anche quando sembra di essere giunti ad una decisione, basta un articolo letto su internet, un’intervista o una notizia alla tv per farci dubitare della decisione alla quale eravamo giunti con molta fatica.

Come si effettua quindi una scelta tra due azioni, tra due settori o tra due mercati? Questa è una lezione per aiutare gli investitori a sopravvivere nella giungla delle informazioni.

La regola d’oro, che non vale solo per la finanza, ma anche per mille altre situazioni nella vita quotidiana, è essere consci e consapevoli della propria decisione, avendo ben chiari i pro e (soprattutto) i contro dell’investimento.

Superato questo primo scoglio la società, il settore o il mercato nel quale intendiamo investire deve essere (prosaicamente) in grado di remunerare prospetticamente il nostro investimento.

Ci sono due differenti forme di remunerazione che possono provenire da un investimento azionario:

  1. Il dividendo, ovvero una forma di reddito periodico che può essere distribuito, a discrezione dell’azienda, agli azionisti.
  2. L’incremento del valore dell’azione nel tempo.

Naturalmente per poter beneficiare di queste due forme di remunerazione, la società non deve fallire e deve essere in grado di generare utili con il passare del tempo.

Quando vi avvicinate al mercato azionario, la principale domanda che l’investitore deve porsi è “quanto sono disposto a rischiare?” e, ancora più nello specifico,“ne vale davvero la pena?”.

È importante infatti capire la rischiosità dello strumento finanziario. L’investimento azionario non è mai privo di rischio (come nessun investimento, del resto). Il concetto di rischio è legato al concetto di “quanto posso perdere” dall’investimento. Nel caso di un’azione, il rischio può assumere molte sfumature: si passa dalla situazione più catastrofica, ovvero dalla perdita dell’ammontare totale investito a seguito del fallimento della società, ad una perdita “temporanea” o permanente , legata all’andamento sfavorevole dei prezzi sul mercato azionario. 

Il rischio di un’azione può essere misurato anche in base alla volatilità dello strumento che può avere un fondamento di carattere macroeconomico, ovvero discesa del mercato generalizzato, oppure microeconomico, quando il mercato finanziario penalizza scelte del management reputate non corrette o coerenti.

Quando acquistiamo un bene, tutti i consumatori studiano con attenzione una variabile: il prezzo. Ebbene, questo vale anche per le azioni.

Possiamo considerare il titolo di una società come un qualsiasi bene materiale, ad esempio un paio di scarpe, una borsa o un tablet... perciò, quando paghiamo un prezzo troppo alto per l’effettivo valore, corriamo il rischio di rimanere delusi.

Ci sono diversi modi per verificare se il prezzo della società è alto o basso. Per esempio ci si può basare sull'analisi di indicatori come il rapporto prezzo/utili, il dividend yield ed il rapporto prezzo/patrimonio netto. Questi indicatori possono essere validi alleati dell’investitore e possono essere utilizzati per fare confronti tra le società di uno stesso settore e prendere, cosi, una decisione ancora più consapevole.

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