Nonostante si tratti di strumenti finanziari “popolari” e diffusissimi tra i risparmiatori italiani, non tutti hanno dimestichezza con i BTP. Ecco allora un vademecum semplice che spiega cosa sono i BTP e guida il risparmiatori al loro acquisto.

Premessa: il mercato

I titoli di Stato italiani sono emessi dal Tesoro tramite asta pubblica. Il risparmiatore può comprarli in questa sede, il cosiddetto mercato primario (ovvero la prima emissione) o nelle cosiddette riaperture. In alternativa, può acquistarli dopo l’emissione, sul mercato secondario.

Esistono due possibilità per comprare il BTP nel mercato secondario (quindi successivamente all’asta e prima della scadenza):

  • il Mercato Telematico dei Titoli di Stato (MTS)- è il mercato “all’ingrosso”, dove si negoziano quantitativi grandi (oltre i 2,5 milioni di euro) ed è quindi destinato a investitori istituzionali, come fondi comuni, fondi pensione e via dicendo;
  • il Mercato Telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) - è dedicato a tutte le transazioni di ammontare inferiore, ed è qui che transitano le negoziazioni della maggioranza dei risparmiatori.

prezzi degli strumenti in questi due mercati sono tendenzialmente allineati e la liquidità (in condizioni normali) è eccellente.

Per comprare un BTP già esistente, bisogna avere un conto titoli e accedere all’area destinata alla compravendita del proprio Home Banking (oppure recarsi presso una banca fisica o da un altro intermediario autorizzato).

A questo punto la banca trasmetterà l’ordine al MOT e porrà nel conto titoli del cliente il quantitativo di BTP richiesto al prezzo negoziato, trattenendo una commissione per l’attività di negoziazione. Più in dettaglio, lo schema è il seguente.

1. Conto titoli

Innanzitutto il risparmiatore deve essere titolare di un conto deposito titoli (o dossier). Ilconto titoli è dedicato ad operazioni di investimento e disinvestimento, ed è distinto dal conto corrente. Ogni conto corrente può avere un conto titoli collegato.

2. Scelta del titolo

Per identificare il BTP da comprare occorre specificare cedola e scadenza: “Btp x,xx% (la cedola) gg mese aaaa (la scadenza)”, ad esempio Btp 4% 01 febbraio 2037.

Un altro modo per identificare il BTP è conoscere il codice Isin, in pratica il “codice a barre” degli strumenti finanziari, che consente di individuare in modo molto preciso il titolo oggetto dell’operazione.

Per acquistare un BTP bisogna investire almeno 1.000 € di valore nominale. Questo è, infatti, il taglio minimo di acquisto.

3. Il prezzo secco

Rappresenta il puro valore dell’obbligazione senza il rateo interessi maturati. Per conoscere il prezzo secco,bisogna guardare le quotazioni sull’Home Banking della banca, o leggerlo su un quotidiano o sito specializzato. Occorre tenere presente che, quando i mercati finanziari sono aperti, il prezzo oscilla di continuo ed è quindi pressoché impossibile conoscere con assoluta precisione a quale prezzo si acquisterà.

Proprio per questo motivo, in generale, è bene non lasciare ordini “vaghi” senza limiti di prezzo, ma mettere dei paletti, perché il prezzo di acquisto di un titolo influisce sul rendimento che si otterrà a scadenza.

4. Prezzo tel quel

Il prezzo di mercato (o “corso”) a cui viene scambiato il titolo è il prezzo tel quel: esso incorpora anche il valore delle cedole già maturate, cioè gli interessi che spettano al precedente proprietario.

Prendiamo per esempio un BTP cedola 4%, che paga tale cedola ogni 6 mesi: il 15 dicembre e il 15 giugno.

Chi lo compra il 15 aprile, si vedrà accreditare il 15 giugno un 2% del valore nominale. Ma siccome non ha detenuto il titolo per tutto il semestre, chi ha comprato a metà aprile dovrà“dividere” la cedola con chi lo deteneva prima di lei.

La negoziazionedei BTP (e in generale delle obbligazioni) tiene conto di questo meccanismo: al momento dell’acquisto, infatti, viene quotato un prezzo secco che non include la cedola maturata fino a quel momento.

Ricapitoliamo:

corso secco = prezzo di mercato;

corso tel quel = prezzo di mercato + cedola già maturata.

5. Massima attenzione alle commissioni

Tutti gli intermediari finanziari aumentano un po’ il prezzo negoziato, trattenendo delle commissioni di negoziazione a titolo di remunerazione per l’esecuzione dell’operazione.

6. Fiscalità

La tassazione sugli interessi per i titoli di Stato Italiani come i BTP, è pari al 12,5% (più bassa rispetto ad altri strumenti finanziari, la cui tassazione è al 26%).

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