Lobbligazioni (dette anche bond) sono titoli di debito emessi da società o enti pubblici.

L’acquirente (l’obbligazionista) presta del denaro a un altro soggetto (l’ente emittente). In cambio del prestito (denaro oggi), l’obbligazionista otterrà un interesse periodico e, alla scadenza, anche il capitale prestato (denaro domani). Questo è il processo se non si incorre in problemi come il fallimento dell’emittente oppure se non è previsto diversamente dal prospetto informativo dell’obbligazione (esistono le obbligazioni perpetue, che non scadono mai).                      

Generalmente l’interesse è pagato:

  • sotto forma di  cedola periodica (il caso più comune);
  • oppure facendo pagare l’obbligazione a un prezzo inferiore rispetto al valore di rimborso – i cosiddetti zero coupon bond (ad esempio i  BOT o i CTZ). In questo caso il rendimento deriva dal maggior valore di rimborso del titolo.

Le cedole possono essere pagate con diverse periodicità: annuali, semestrali, trimestrali. Quasi sempre, quando si parla della cedola di un’obbligazione, si fa riferimento all’ammontare annuale. Il che significa che l’importo incassato con una cedola semestrale sarà la metà, quello con una cedola trimestrale un quarto.

Le principali classificazioni delle obbligazioni

Le obbligazioni si distinguono in base alla tipologia dell’emittente e hanno pertanto differenti denominazioni.

  • Obbligazioni governative (o titoli di Stato): sono emesse per finanziare l’attività degli Stati sovrani (come Italia, Francia e Germania).
  • Obbligazioni sovranazionali: sono emesse da enti sovranazionali, che si fanno prestare denaro per progetti di sviluppo o per offrire aiuto a aree in difficoltà (ad esempio alcuni Paesi EU). Esempi di emittenti di queste obbligazioni sono la Banca Mondiale, la Banca Europea degli Investimenti (BEI), la BIS (Bank of International Settlements), l’European Stability Mechanism (ESM), l’European Financial Stability Facility (EFSF);
  • Obbligazioni di enti locali: sono emesse da Comuni, Regioni, Province per finanziare l’attività amministrativa e di sviluppo locale.
  • Obbligazioni corporate o societarie: sono emesse da grandi aziende, che finanziano così la loro attività d’impresa.
  • Minibond: si tratta di prestiti obbligazionari, emessi da aziende non quotata di piccole e medie dimensioni (PMI), per ammontari ridotti rispetti alle classiche obbligazioni corporate.
  • Obbligazioni bancarie: sono emesse da banche per raccogliere denaro da utilizzare per erogare credito o per effettuare altre operazioni finanziarie.

In base alle cedole, si distinguono queste obbligazioni:

  • Obbligazioni a cedola fissa: l’importo è predeterminato e costante nella vita dell’obbligazione (es. il 4% all’anno); questo è il caso dei BTP.
  • Obbligazioni indicizzate (o floater): le cedole sono variabili, legate ai tassi d’interesse che cambiano ogni giorno (ad esempio i tassi di riferimento sui mercati monetari come Euribor, Libor, o all’ inflazione (come nel caso del BTP Italia); le cedole, tuttavia, variano solitamente su base annuale, semestrale o trimestrale. Generalmente al tasso d’indicizzazione della cedola viene aggiunto un importo fisso, detto spread o margine.
  • Obbligazioni step-up o step-down: l’importo della cedola è predeterminato, ma sale o scende durante la vita dell’obbligazione (es. il 4% il primo anno, il 4,20% il secondo, ecc…). Il nome dipende dalla dinamica cedolare, alternativamente crescente o decrescente.

Non tutte le obbligazioni hanno lo stesso rischio e, quindi, non tutte hanno le stesse prospettive di rendimento. La regola generale è la seguente: un maggior rendimento corrisponde a un maggiore rischio.

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