Il mondo delle obbligazioni è decisamente vasto, non solo per quanto riguarda le diverse tipologie di strumenti in circolazione, ma anche per le tante informazioni che un risparmiatore si trova davanti quando decide di effettuare un investimento obbligazionario. L’investitore meno esperto può quindi essere disorientato dalla grande varietà di dati. Per essere pienamente consapevole di tutti gli aspetti di un titolo obbligazionario vale la pena considerarli uno ad uno e approfondire alcuni concetti, come quelli del concetto di rischio di tasso, della duration e della vita residua di un’obbligazione.

Cosa si intende per vita residua

Partiamo dal concetto più semplice. Quando si parla di vita residua di un titolo si fa inevitabilmente riferimento al tempo che manca per raggiungere la sua data di scadenza: si tratta infatti della differenza (espressa in una misura di tempo, di solito in anni) tra la data di rimborso (o scadenza) del titolo e la data attuale. In termini molto più spicci è il tempo che deve attendere l’investitore prima di riavere il proprio investimento.
Molto spesso il concetto di vita residua è scambiato con quello di duration, ma questo è un errore da non fare! I due concetti sono legati, ma non sono la stessa cosa.

Cos'è la duration?

La duration (più precisamente, parliamo della “duration modificata”) di un titolo obbligazionario, che prende il nome anche di durata media finanziaria, è una misura della sensibilità del prezzo dell’obbligazione alla variazione dei tassi di interesse. In altre parole, la duration risponde alla domanda: come cambia il prezzo del bond quando variano improvvisamente i tassi di interesse?
È semplice: la variazione del prezzo è (circa) pari alla duration del titolo in oggetto, cambiata di segno (ossia con il segno “meno”) moltiplicata per la variazione dei tassi. Tenendo sempre a mente che prezzi e tassi d’interesse si muovono in direzione opposta, ovvero all’aumentare dei tassi scendono i prezzi e viceversa, un esempio concreto può essere utile.
Consideriamo un bond con duration pari a 5, se i tassi aumentano dello 0,10% allora il prezzo del titolo scenderà all’incirca di un valore pari a 5 x 0,10%, ovvero la performance sarà pari a -0,50%. Stiamo parlando di variazioni abbastanza piccole dei tassi, in caso contrario l’approssimazione è un po’ meno precisa, ma comunque utilissima.

Che cos’è il rischio di tasso di interesse


Quando si parla di “rischio di tasso di interesse” si fa proprio riferimento alla possibilità che una variazione dei tassi d’interesse (i quali oscillano continuamente) vada a ridurre il valore di mercato dell’obbligazione.
Nelle obbligazioni a tasso variabile, come ad esempio i Certificati di Credito del Tesoro ( CCT), la duration è molto bassa dal momento che il tasso della cedola si adegua periodicamente alle variazioni di mercato e proprio per questo motivo il prezzo è poco sensibile alle variazioni dei tassi.
Nelle obbligazioni a tasso fisso (come i BTP, per intenderci), invece, a parità di scadenza la duration è decisamente maggiore rispetto a quella dei titoli a tasso variabile.

Nelle obbligazioni a cedola fissa, una caratteristica interessante della duration è che aumenta al calare della cedola: quindi, a parità di altre caratteristiche del titolo, tanto più è alta la cedola, tanto meno l’obbligazione è sensibile ai movimenti di mercato dei tassi d’interesse.
Perciò i titoli zero coupon (ovvero i titoli senza cedole, come i BOT o i CTZ) hanno la duration più elevata tra quelli con la stessa scadenza. In particolare, la duration dei titoli zero coupon è pari alla durata residua.


Riassumendo: maggiore è la duration e maggiore sarà la variazione del prezzo dell’obbligazione ad una variazione dei tassi di interesse dovuta a movimenti di mercato. Quindi, gli investitori che non sono sicuri di tenere il titolo fino alla scadenza - a differenza dei cosiddetti cassettisti che generalmente tengono in portafoglio il bond fino alla naturale scadenza - devono stare attenti alla duration del titolo oggetto del loro investimento, perché dà una misura del rischio di oscillazione del prezzo.
 

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