YELLOWPEDIA

Tasso di interesse

Il tasso di interesse è il costo del denaro preso in prestito (se si tratta di un’impresa che si autofinanzia rappresenta un costo-opportunità in termini di rinuncia al rendimento offerto sui titoli nei mercati finanziari), dal punto di vista del risparmiatore rappresenta un “premio per la rinuncia alla liquidità” in termini di ricompensa che coloro che hanno a disposizione denaro contante vogliono indietro come ricompensa per rinunciare a poterlo spendere subito e per essere rimunerati del rischio che il debitore non onori il debito.

Il mercato monetario è come un “match” nel quale si fronteggiano unità in surplus di risorse (coloro che hanno del denaro) ed unità in deficit di risorse (cioè coloro che hanno bisogno del denaro). I tassi di interesse salgono e scendono fino a quando unità in surplus ed in deficit non trovano un accordo. Quindi possiamo definire il mercato monetario il mercato in cui avviene la raccolta, l’investimento e lo scambio di fondi a breve termine mediante strumenti che generalmente hanno scadenza originaria inferiore a un anno. Uno dei criteri utilizzati per classificare i mercati finanziari si basa sulla scadenza originaria del contratto finanziario. Generalmente si suole distinguere tra strumenti con scadenza inferiore ad un anno (mercato monetario) da quelli con scadenza pari o superiore ad un anno (mercato dei capitali).

Come si muovono i tassi di interesse?

I tassi di interesse tendono a salire nelle fasi di “boom” economico in cui c’è tendenzialmente tanta domanda di credito perché la gente, spinta dall’ottimismo, chiede più credito ad esempio per comprare la casa nuova, realizzare nuove imprese, quindi la competizione degli investitori per mettere le mani sui risparmi spinge al rialzo i tassi di interesse. Viceversa nelle fasi di crisi.

Il credito facile (cioè una situazione di bassi tassi in cui è facile indebitarsi) è in un certo senso la benzina dell’economia, se i tassi di interesse sono bassi la domanda di credito per gli investimenti in attività produttive verrà incentivata, ciò comporterà un aumento dell’occupazione e un aumento della spesa che provocherà a sua volta un aumento della domanda di beni e servizi, che comporterà un aumento di produzione e così via. Questa spirale positiva però, di solito, ha una conseguenza negativa: l’inflazione che, di seguito, spieghiamo come si genera.